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Quotidiano di Sicilia

La Sicilia costellata di micro imprese
di Michele Giuliano

Osservatorio regionale dell’artigianato e delle micro e piccole imprese: quelle con meno di 20 addetti sono il 90% del totale. Sono 267.678 secondo l’indagine realizzata su dati Istat 2013. Ad Enna e Agrigento la maggior concentrazione

Tags: Imprese, Sicilia, Pmi, Artigianato, Istat



PALERMO - Un quarto dell’economia produttiva siciliana viene dall’artigianato. Punto percentuale più, punto meno, ancora oggi il manifatturiero si piazza lì dove nessuno si aspetterebbe considerata la terribile crisi. Si dice che le botteghe vengano spazzate con estrema facilità dall’attuale contesto economico di crisi, ed effettivamente la categoria non è indenne da queste problematiche ma nonostante tutto resiste. E anche meglio di tante altre categorie.

A dire che l’artigianato è vivo e vegeto in Sicilia è l’Osservatorio regionale dell’artigianato e delle micro e piccole imprese, realizzato da Confartigianato imprese Sicilia. Un organismo che è stato fondato recentemente ed è il primo nel suo genere. Dall’analisi del primo report emerge che in Sicilia, sulla base anche degli ultimi dati Istat 2013, le micro e piccole imprese con meno di 20 addetti sono 267.678 e rappresentano il 99 per cento delle imprese presenti sul territorio. Queste coinvolgono il 75,3 per cento degli occupati della regione. Questa tipologia di aziende sono più concentrate a Enna e Agrigento, entrambe con il 99,3 per cento di micro-piccole imprese e a Trapani con il 99,2 per cento.

La quota più elevata di occupati nelle imprese con meno di 20 addetti la riscontriamo a Trapani con l’84,3 per cento, seguita da Agrigento con l’84,1 per cento e da Messina con il 79,9 per cento. Il 23,6 per cento, pari a 63.161 unità, delle oltre 268 micro e piccole imprese presenti nella regione, sono artigiane e danno lavoro a 135.262 addetti, il 96,9 per cento degli occupati del comparto e il 25,2 per cento del numero complessivo di occupati in imprese con meno di 20 addetti.

Nell’artigianato, inoltre, le imprese con meno di 20 addetti rappresentano il 99,8 per cento delle imprese in tutti i territori della Sicilia ad esclusione di Ragusa con il 99,6 per cento, e la percentuale più alta di occupati in queste imprese la rileviamo a Enna e Palermo, entrambe con il 97,8 per cento, a Caltanissetta con il 97,4, a Messina con il 97,2 e a Catania con il 97,1 per cento.

Il primo elaborato flash “Peso delle Mpi e dell’artigianato della Sicilia”, realizzato dal nuovo Osservatorio Artigianato e Mpi Confartigianato Sicilia, fotografa il peso delle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti, totali e artigiane, sia a livello regionale che provinciale, mostra quali sono i comuni siciliani dove l’incidenza sociale dell’artigianato (imprese artigiane ogni 1.000 abitanti) è più elevata, presenta il quadro dettagliato dell’imprenditorialità artigiana, esamina la demografia delle imprese artigiane registrate alla Camera di Commercio e infine sviluppa un’analisi settoriale che evidenzia quali sono i settori driver dell’artigianato della Sicilia, definiti come le divisioni Ateco 2007 rilevanti, che registrano variazioni positive dello stock di imprese. Se qualcuno pensava che l’artigianato fosse defunto, per effetto della grande distribuzione, si sbagliava di grosso: in Sicilia resiste e, nonostante le difficoltà, riesce a tenersi prepotentemente a galla.
 


Un cambiamento economico e sociale della Sicilia
 
Questo primo Osservatorio regionale dell’artigianato e delle micro e piccole imprese, realizzato da Confartigianato imprese Sicilia, si presenta come uno strumento puntuale e sistematico per misurare, con parametri definiti, il cambiamento dello scenario economico e sociale dell’Isola, ma anche un mezzo per mettere a sistema i dati disponibili da fornire alle imprese, una lettura aggiornata dell’ambiente complesso in cui si trovano ad operare. L’Osservatorio regionale prende avvio dall’esperienza maturata nell’ambito degli Osservatori in rete coordinati dall’Ufficio Studi nazionale, da cui mutua l’idea di offrire un monitoraggio costante dell’evoluzione di una serie di fenomeni che attengono alle piccole realtà imprenditoriali. “Da qualche tempo sentivamo l’esigenza di dotarci di un Ufficio studi made in Sicily -riferisce Filippo Ribisi, presidente di Confartigianato imprese Sicilia - perchè lavorare per le imprese e a stretto contatto con gli imprenditori porta a sviluppare una percezione spesso molto vivida di quanto accade nel contesto, ma avere un termometro per misurarla è certamente un valore aggiunto. Anche grazie a questo strumento potremmo offrire un contributo alle politiche di sviluppo del Governo regionale”.

Articolo pubblicato il 11 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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