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Formazione ancora al palo. Bandi congelati, corsi a maggio
di Michele Giuliano

Ufficiale: il neoassessore Marziano ha deciso di far slittare il termine di presentazione dei progetti. Gli enti avranno tempo fino al 16 gennaio. I corsisti vittime del sistema

Tags: Lavoro, Formazione, Bruno Marziano



PALERMO - Quelle che potevano essere considerate “nebulose” indiscrezioni ora sono diventate una certezza. I corsi di formazione in Sicilia slittano. Altro che partenza a settembre in contemporanea con l’inizio dell’anno scolastico, così come oltretutto sarebbe anche abbastanza naturale. Si potrà partire, realisticamente parlando, per l’appunto non prima della primavera prossima inoltrata.

Di fatto, quindi, salta un’intera programmazione ed è la seconda volta che questo accade nella formazione professionale finanziata dalla Regione negli ultimi anni. Già una prima volta era successo per permettere un riordino di un settore che era diventato costoso come un macigno a carico delle asfittiche casse della Regione, tanto che da quel momento tutto è stato finanziato da fondi europei. Ma i problemi nel frattempo si sono intrecciati e susseguiti uno dietro l’altro ed oggi è arrivato il nuovo nodo.

È lo stesso assessore regionale alla Formazione, Bruno Marziano (insediatosi a novembre scorso, ndr), ad avere annunciato questo slittamento dell’avvio dei corsi. In pratica la presentazione dei progetti degli enti per l’Avviso 4 sarà spostata di altre tre settimane rispetto alla scadenza prevista dal bando pubblicato dal governo siciliano, mentre di 4 settimane per quanto concerne l’Avviso 3, che è quello che sposta i capitali più importanti. “Questo significa certamente uno slittamento dell’avvio delle attività formative – afferma Marziano – ma in questo modo abbiamo impedito che in realtà si potessero creare anzi ulteriori ritardi. Infatti c’era il rischio di attivare nuovi contenziosi con gli enti, che quindi avrebbero presentato ricorsi e inevitabilmente si sarebbe impantanato tutto. Ora la scadenza per la presentazione dei corsi è stata fissata al 16 gennaio, dopodichè ci vorranno all’incirca 3 mesi per completare tutto l’iter burocratico per il finanziamento e quindi la partenza dei corsi”. Ma nel frattempo cosa succede? Niente, tutto resta congelato e quasi certamente si assisterà alle solite proteste delle migliaia di dipendenti che scenderanno in piazza a chiedere di tornare al lavoro. Lavoratori che oltretutto non sono nemmeno coperti dalla cassa integrazione e che di fatto, con le attività ferme nei vari enti, sono quasi tutti a casa: si parla di una massa di ben 7 mila unità.

“Nel frattempo tenteremo di convincere il governo nazionale – precisa Marziano – a garantire la copertura della cassa integrazione a questi lavoratori altrimenti questo compito dovrà spettare alla nostra Regione”. La mossa però appare anche abbastanza “furba” da parte del governo regionale: con la scusa, per l’ennesima volta, di dovere “mettere ordine al settore” nel frattempo un altro anno formativo è saltato. Di fatto quello che partirà a maggio sarà l’attività del 2016, il 2015 resterà quindi scoperto da ogni attività formativa. Quindi 280 milioni di euro di fondi europei che sono rimasti nei cassetti a disposizione della Regione. Tutto ciò mentre il settore occupazionale affonda e le imprese arrancano per trovare personale specializzato che proprio dalla formazione dovrebbe essere sfornato.
 

 
Resta da sciogliere il nodo relativo allo Ial
 
Lo Ial dove lo metto? Non si sa. La Regione davvero non sa che pesci prendere con quello che è stato il più grande ente di formazione siciliano, oramai da due anni completamente fermo a causa di un lungo contenzioso proprio con il governo siciliano. Resta da sciogliere il nodo di cosa fare dei quasi 600 dipendenti di questo grande ente rimasto coinvolto anche in una serie  di problemi giudiziari. “Si interverrà per superare gli errori del passato – precisa Marziano -, il mio obiettivo è quello di ridare certezze ad un settore che non ne aveva oramai più”. Cosa ha portato al congelamento dell’attuale bando? Un passaggio su tutti: infatti per poter far scattare un aumento dei finanziamenti regionali, in base al bando varato dal precedente assessore Mariella Lo Bello, gli enti dovrebbero assumere per recuperare almeno in parte i circa 3 mila esuberi registrati negli anni scorsi. “Ma alcuni enti - commenta Marziano - stanno assumendo costringendo subito i lavoratori a mettersi in aspettativa in attesa che inizino le lezioni. Non tutti comunque potranno essere riassorbiti, alcuni andranno accompagnati alla fuoriuscita attraverso il prepensionamento”.

Articolo pubblicato il 12 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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