Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia è su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Lombardo tuona contro il ribaltone
di Raffaella Pessina

Reazione del governatore alla mancata approvazione del Dpef . Per il presidente, voto utilizzato strumentalmente da Pdl e Pd  

Tags: Ars, Raffaele Lombardo, Dpef, Giuseppe Lupo, Giuseppe Lumia, Gianfranco Miccichè



PALERMO -Inevitabile avvio di verifica di maggioranza da parte del presidente della Regione Raffaele Lombardo, all’indomani della seduta d’Aula a Palazzo dei Normanni che ha visto la bocciatura del Dpef (documento di programmazione economico finanziaria).

“È evidente che si è aperta una crisi politica. – ha commentato Lombardo - Il Pdl ha usato strumentalmente il voto contrario insieme al Pd (insieme con l’Udc, ndr) sul Dpef, sebbene il documento fosse stato condiviso e approvato dai suoi assessori in giunta. Con ciò si è assunto la responsabilità di un vero e proprio ribaltone”.
“Avvio – ha proseguito Lombardo – una verifica per accertare la sussistenza delle condizioni che permettano di assicurare alla Sicilia un Governo che – ripeto – possa garantire un’azione di risanamento e di liberazione dal marciume, dai saccheggi e dagli sprechi”.

Il presidente ha poi così concluso: “Intanto, ritengo opportuno che venga sottratto il rendiconto e l’assestamento tecnico, attualmente giacenti in Aula, al clima di confusione e aggressione che potrebbe arrecare danni irreversibili alla Sicilia. La giunta si riunirà esclusivamente per adottare i provvedimenti urgenti”.

Martedì scorso in Aula l’ordine del giorno che tendeva ad approvare il Dpef, firmato dai deputati del Mpa e del Gruppo Sicilia e accettato dal governo, è stato respinto con 41 “no” e 28 “sì”, mentre il documento che lo respinge e che porta le firme dei parlamentari del Pd, è stato approvato con 44 voti favorevoli e 27 contrari. Una manovra prevedibile, viste le polemiche dei gironi precedenti, dopo la scissione dei 15 deputati del Pdl fedeli a Gianfranco Miccichè che ha fondato il Pdl Sicilia.
Ogni gruppo parlamentare aveva motivi politici per votare contro il documento finanziario: il Pdl per contrastare i “ribelli” alleati con il Governo, l’Udc perché lasciato fuori dalla Giunta regionale, il Pd perché si trova all’opposizione.

Eppure, nonostante sia certo che la prossima settimana, il fronte dei  partiti opposti al Governatore voterà a favore della censura nei confronti dell’assessore alla Presidenza Armao, la strada della politica siciliana potrebbe approdare a un accordo con una parte del Pd (corrente Beppe Lumia) che non sarebbe più in linea con le idee del nuovo segretario regionale Giuseppe Lupo (voce che ancora circola insistentemente, dato che i comunicati e le dichiarazioni rassicuranti provengono solo da Lupo, mentre Beppe Lumia non fa, per ora alcun comunicato).

Le trattative fervono ed è quasi certo che a causa delle discussioni politiche si andrà ad esercizio provvisorio. Attualmente ognuno sembra voler mantenere fermamente le proprie posizioni in un braccio di ferro che solo da Roma potrebbe essere sciolto.

Articolo pubblicato il 13 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus
La verifica di maggioranza da parte del presidente della Regione Lombardo appare ormai inevitabile
La verifica di maggioranza da parte del presidente della Regione Lombardo appare ormai inevitabile