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In crescita le imprese straniere in Italia
di Roberto Pelos

Secondo lo studio condotto da Unioncamere-Infocamere sulla base dei dati del Registro delle Imprese,aumento del 19%. A Palermo si trovano 8.272 aziende guidate da stranieri, seguita da Catania (4.722) e Messina (3.712)

Tags: Impresa, Unioncamere, Infocamere



ROMA – Sempre più in aumento le imprese straniere in Italia, negli ultimi tre anni, secondo quanto emerge dalle elaborazioni di Unioncamere-Infocamere sulla base dei dati del Registro delle Imprese. L’incremento delle aziende capeggiate da imprenditori provenienti dall’estero è del 19%; un’impresa su quattro è guidata da un under 35 contro il 10% del totale delle imprese italiane. All’interno del panorama nazionale, le maggiori preferenze degli imprenditori stranieri nel nostro Paese vanno alla Lombardia (18%), al Lazio (11,8%) e alla Toscana (9,9%). A livello provinciale, al 30 settembre 2015, primeggia Roma con 59 mila aziende guidate da stranieri per un peso sul totale delle imprese del 12,4%, seguita da Milano con 48.133 imprese (peso del 13,1%).

Per quanto riguarda le province siciliane, a Palermo si trovano 8.272 aziende guidate da stranieri per un peso dell’8,6% sul totale delle imprese; a Catania, 4.722 (peso del 4,7%); a Messina le imprese guidate da stranieri sono 3.712 (peso del 6,1%); a Trapani sono 1.923 (peso del 4,2%); ad Agrigento sono 2.960 (peso del 7,4%); a Siracusa sono 1.867 (peso del 5,0%); a Ragusa sono 2.308 (peso del 6,5%); a Caltanissetta sono 1.193 (peso del 4,8%); ad Enna le aziende guidate da stranieri, secondo il rapporto, sono 613 per un peso del 4,1% sul totale delle imprese. I Paesi più rappresentati in Italia sono: il Marocco, la Cina e la Romania, rispettivamente con il 15,3%, l’11,1% e l’11%; la Lombardia è la regione privilegiata da marocchini, rumeni e albanesi mentre la comunità cinese preferisce la Toscana (20,6%) e in particolar modo la provincia di Prato dove un’azienda individuale su quattro è capeggiata da un imprenditore “con gli occhi a mandorla”.
 
Gli imprenditori provenienti dal Bangladesh privilegiano il Lazio; infatti al 30 settembre scorso quasi la metà (43,9%) delle 28 mila imprese individuali, presenti in Italia guidata da un bengalese, aveva sede nella regione della Capitale; seconda in graduatoria, con un peso del 12,4%, era la Sicilia con più imprese bengalesi rispetto alla Lombardia (peso del 12,0%).
 
La crescita più elevata, sia in termini assoluti che relativi, è rappresentata nell’ultimo anno dai Paesi asiatici: il Bangladesh è la nazione con l’incremento maggiore in termini assoluti (+5.113 imprese individuali negli ultimi dodici mesi), mentre in termini relativi è l’India (+25,8%). In aumento anche gli imprenditori pakistani (12.289 al 30 settembre scorso) cresciuti di 2 mila unità in valore assoluto e di oltre il 20% in termini relativi.
 
Riguardo ai settori imprenditoriali, i cinesi prediligono la manifattura e il confezionamento di articoli di abbigliamento (un’impresa su tre del comparto è capeggiata da un cinese), i rumeni privilegiano le costruzioni, con più di 31 mila aziende presenti in Italia al 30 settembre scorso; i marocchini prediligono il commercio. Questi ultimi, con 67 mila unità, costituiscono la comunità più numerosa nel tessuto economico italiano.
 
Tantissimi i giovani tra gli imprenditori stranieri nel nostro Paese; come già accennato, è giovanile un’impresa su quattro contro il 10% delle imprese considerate nel loro complesso. Al 30 settembre scorso risultavano presenti in Italia 124 mila imprese straniere under 35 su un totale di 608.545 imprese giovanili. I giovani imprenditori esteri prediligono il noleggio, le agenzie di viaggi e i servizi alle imprese (28%), l’alloggio e la ristorazione (un’impresa su quattro è under 35); oltre il 24% opta per le costruzioni.

Articolo pubblicato il 22 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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