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Baccei giri gli sprechi ad investimenti
di Carlo Alberto Tregua

Esercizio provvisorio illegittimo

Tags: Ars, Alessandro Baccei, Regione Siciliana, Gaetano Armao, Bilancio



Sabato abbiamo pubblicato un articolo in cui Gaetano Armao, ex assessore regionale al Bilancio, sostiene che l’Esercizio provvisorio approvato dall’Assemblea regionale siciliana sia illegittimo. Peraltro, il Governo ha impugnato la Legge di stabilità triennale per gli anni 2016 e 2017.
Non si potrebbe, quindi, autorizzare l’Esercizio provvisorio in attesa di una sentenza della Corte Costituzionale in materia. Staremo a vedere se il Governo impugnerà la legge votata frettolosamente dall’Ars per autorizzare l’Esercizio provvisorio di due mesi, iniziativa che dovrebbe essere presa per coerenza.
Se così accadesse, di fatto salterebbe l’Assemblea regionale ai sensi dell’art. 8 dello Statuto, perché la Regione vedrebbe inceppati tutti i meccanismi in assenza della legge di Stabilità approvata in via definitiva o di esercizio provvisorio.
Riteniamo, tuttavia, che il Governo non prenderà questa iniziativa, perché Renzi, nella sua qualità di segretario del Pd, fa un calcolo di convenienza sapendo che nel momento in cui manderà a casa questi inutili deputati regionali e l’ancor più inutile Giunta presieduta da Saretto Crocetta, di fatto consegnerà la Regione al Movimento 5 Stelle.

Le porcherie combinate dalle ultime tre Giunte regionali, presiedute da Cuffaro, Lombardo e Crocetta hanno finito di disastrare la Sicilia, facendo raggiungere l’incredibile numero di poveri, sotto soglia europea di 9 mila euro, a ben 1,5 milioni, con 400 mila disoccupati, la perdita di 14 punti di Pil e un’esportazione ridotta al lumicino perché quella vera è di appena 2 miliardi, considerato che gli altri 2,5 miliardi riguardano il raffinato.
Per questi dati incontrovertibili, che ripetiamo quasi in modo ossessivo, metà dei siciliani non è andata a votare il 28 ottobre del 2012, con il risultato che Crocetta è stato eletto con meno del 15% degli aventi diritto al voto, mentre alle prossime elezioni i non votanti aumenteranno, trasformando la tornata elettorale in una protesta contro la Casta politica e burocratica, formata da privilegiati che continuano a succhiare il sangue ai siciliani. Cosicché, quasi certamente, il prossimo presidente sarà un grilletto, che anche noi voteremo.
 
Il bravo Alessandro Baccei, commissario-assessore al Bilancio sta facendo l’impossibile per tagliare la spesa clientelare, ma trova ostacoli spesso insormontabili nelle lobby dei privilegiati, i quali con un’impudenza illimitata cercano di difendere quanto percepito indebitamente da loro e dai loro amici.
Baccei non riesce a mettere in liquidazione le partecipate regionali (che costano centinaia di milioni l’anno), non riesce a tagliare la maggior parte degli inutili stipendi che la Regione paga a decine di migliaia di persone, non riesce a ottenere il taglio del costo dell’Assemblea regionale di almeno il 50% (per farlo avvicinare a quello del Consiglio della Lombardia), non riesce a fare acquistare beni e servizi dalla Pubblica amministrazione regionale (ivi compresa quella del comparto Sanità), abolendo gli acquisti per affidamento diretto e procedendo invece agli stessi acquisti o a prezzi Consip o con bandi di gara.
A proposito di questi ultimi, c’è da dire che l’obbligo di pubblicazione sui quotidiani si estende ad altre otto fasi della procedura che viene normalmente disattesa.

Baccei è in un vicolo cieco, perché le sue proposte vengono falcidiate dai consiglieri-deputati regionali, i quali sono portatori di privilegi e non sanno neanche cosa sia l’interesse generale, per cui non prendono quelle decisioni impopolari indispensabili per rimettere sui binari il treno Sicilia.
Il braccio di ferro fra l’assessore regionale da un canto e la Commissione Bilancio e l’aula dell’Ars dall’altro, non può far svoltare la linea di questa Giunta regionale, di cui ormai il presidente è prigioniero, non avendo avuto (e continuando a non avere) alcuna capacità d’indirizzo.
Mentre sarebbe indispensabile girare le risorse recuperate dai tagli di sprechi e privilegi a investimenti, opere pubbliche, riparazioni idrogeologiche del territorio, sostegno alle imprese che creano nuova occupazione.
Ma per fare questo ci vorrebbe una burocrazia responsabile e meritocratica che neanche ci sogniamo. Ergo, siamo in brache di tela.

Articolo pubblicato il 12 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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