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A Catania il mare non è per tutti, le barriere ostacolano l'accesso
di Melania Tanteri

La denuncia arriva dai rappresentanti etnei del M5s che chiedono al sindaco Bianco di provvedere. “Eliminare il muro fisico e psicologico che impedisce la libera fruizione del litorale”

Tags: Catania, Enzo Bianco, Mare



CATANIA - Una battaglia di civiltà, di democrazia, ma soprattutto un obbligo di legge. L’accesso al mare, a Catania, non è garantito per tutti: barriere, privatizzazioni, concessioni, cemento impediscono la libera fruizione del demanio marittimo. La denuncia arriva dai rappresentanti etnei del Movimento 5 Stelle che chiedono al Comune e al sindaco Enzo Bianco di eliminare gli impedimenti al libero accesso del litorale sabbioso e di quello lavico che si estende fino ad Acicastello. Una richiesta avanzata da tempo dalle associazioni che si occupano di disabili che da tempo lottano per la “liberazione” delle spiagge.

Stavolta, i pentastellati, chiedono di modificare il Piano di utilizzo del demanio marittimo regolamentando l’accesso alla costa, presentando alcune proposte: decementificazione del litorale; cartellonistica davanti ogni lido che illustri i “diritti del bagnante” compreso il suo imprescindibile diritto di accesso al mare; possibilità di sostare nella fascia che va dai 5 ai 10 metri dalla battigia; eliminazione di muri, recinzioni, e qualunque barriera fisica. Proposte nate a seguito di un’assemblea pubblica tenuta nella sede del meetup Catania5Stelle di piazza della Guardia, alla presenza della deputata Gianina Ciancio e della senatrice Nunzia Catalfo.

“Il Pudm - affermano le parlamentari all’Assemblea siciliana Gianina Ciancio e Angela Foti  - può rappresentare una svolta nell’utilizzo corretto delle spiagge. Ad oggi - continua - la Playa di Catania ha visto una proliferazione fuori misura di stabilimenti balneari e strutture ricettive che hanno impedito non solo il libero accesso, ma anche la sola visione del mare dalla strada”.

I Cinquestelle adesso chiedono un’inversione di rotta nel rilascio delle concessioni demaniali marittime, “eliminando quel muro fisico, visivo e psicologico che impedisce la libera fruizione del litorale”.

Un’operazione niente affatto semplice per l’assessore all’Urbanistica e al Decoro urbano Salvo Di Salvo, che evidenzia come, in ogni caso, negli ultimi anni siano aumentati gli interventi per eliminare il cemento, in particolare dal litorale sabbioso dove si è proceduto a eliminarlo, ad esempio dalle tre spiagge libere comunali e anche oltre, ma come non tutto quanto richiesto possa essere realizzato velocemente, anche per via delle competenze, alcune delle quali spettanti alla Regione. Come appunto l’eliminazione del cemento.
“Siamo favorevoli alla decementificazione – afferma l’assessore Di Salvo - ma non tutte le azioni richieste dal Movimento 5 Stelle sono possibili – conferma. Permettere la sosta, ad esempio, non è consentito – conclude il delegato del sindaco Bianco – perché la legge impone che quella fascia sia mantenuta sgombra per casi di emergenza”.

Articolo pubblicato il 15 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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