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Così la Regione siciliana ha ucciso il lavoro
di Michele Giuliano

Istat: in 8 anni -140.000 occupati (-9,27%), peggior performance in Italia, e spesi 2 mld per l’inutile Formazione. Risorse dirottate ai precari privilegiati, 388.000 disoccupati nel dimenticatoio

Tags: Regione Siciliana, Lavoro, Istat, Occupazione, Formazione, Disoccupazione



La crisi? Sì, incide, e anche tanto. In Sicilia però anche troppo, ben oltre la soglia assimilabile al fenomeno. Il motivo appare fin troppo semplice: da queste parti l’economia è troppo fragile ed anche un minimo scossone può prendere le sembianze di un terremoto dalle dimensioni apocalittiche. D’altronde non può essere altrimenti per una terra che sino ad oggi continua a vivere di sussidi, di posti di lavoro fittizi creati ad arte dal clientelismo della politica. Forse è proprio quest’ultimo aspetto che sta incidendo più di tutti in Sicilia: quando di soldi da sperperare le pubbliche amministrazioni ne hanno pochi e niente tutto crolla. I numeri degli ultimi 8 anni del mercato del lavoro ne sono la testimonianza: mentre in quasi tutta Italia si riesce a reggere l’onda d’urto della lunga crisi, perché evidentemente l’economia è più solida e riesce a trovare alternative, nell’Isola invece crolla tutto perché la base è fatta da argilla.
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Articolo pubblicato il 16 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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