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Vendita proprietà, prestito ipotecario vitalizio per chi ha compiuto 60 anni
di Valeria Arena

Modificata la normativa varata nel 2005 dell'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti, più trasparenza e flessibilità. Gli eredi potranno decidere se restituire il debito a rate o in un’unica formula oppure vendere la casa

Tags: Prestito Ipotecario Vitalizio



ROMA – Si chiama Prestito ipotecario vitalizio (Piv) la novità fiscale del 2016 in campo immobiliare. Si tratta di una particolare tipologia di finanziamento destinato a persone fisiche che abbiano almeno compiuto 60 anni, limite abbassatosi di 5 anni rispetto alla precedente normativa varata nel 2015 dall’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Al proprietario dell’immobile, dunque, verrà data la possibilità di vendere la nuda proprietà a banche e altri intermediari finanziari, la cui attività di concessione dei finanziamenti sia disciplinata dal Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, al solo scopo di incassare un vitalizio e monetizzare il valore della casa immediatamente, senza perdere i diritti di usufrutto.

Secondo quanto stabilito dalla normativa, il finanziamento non cesserà con la morte poiché i beneficiari potranno “decidere di estinguere anticipatamente il finanziamento e vendere o trasferire gli altri diritti reali sull’immobile in favore di terzi”; agli eredi, invece, verrà data la possibilità di scegliere se restituire il prestito a rate prestabilite o in un’unica soluzione oppure vendere la proprietà al prezzo di mercato e incassare la differenza, nel caso in cui ci fosse. L’anziano, sin dal momento del trasferimento della nuda proprietà, dovrà comunque continuare a pagare le imposte patrimoniali sul possesso, quelle sul reddito fondiario e la tassa sui rifiuti, mentre all’acquirente toccherà il pagamento delle imposte sulla compravendita. Sarà possibile, inoltre, rimborsare il prestito in qualunque momento e liberare la casa dell’ipoteca.

La legge regola il finanziamento anche per coniugati o conviventi more uxorio per almeno cinque anni; in tal caso, entrambi devono risiedere nella stessa casa, aver compiuto almeno 60 anni e firmare il contratto di vendita anche se la proprietà appartiene a uno solo, e il debito di estinguerà soltanto dopo la morte di tutte e due i beneficiari. Si tratta di una tipologia di prestito ideato al fine di aiutare anziani in difficoltà economiche con necessità di liquidazione che potranno, in questo modo, convertire l’immobile in soldi e soddisfare esigenze di vario genere.

La normativa, però, non ha messo tutti d’accordo. Se gli esponenti del Pd continuano a difendere l’iniziativa – d’altronde, sono loro gli artefici del decreto – c’è chi, invece, definisce tale finanziamento una manovra economica a favore delle banche, atto a derubare anziani in difficoltà; è  il caso di Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia:“Renzi ci dice che il prestito vitalizio ipotecario può essere un’opportunità per gli anziani per ottenere un prestito dalle banche, che sarà restituito alla loro morte grazie al valore della loro casa di proprietà. In realtà, è solo l’ultima porcata inventata da Renzi per derubare la povera gente e regalare soldi alle banche”, direttamente dal profilo Facebook, pronta, a rincarato la dose anche su La7 ospite di Di Martediì: “Con questo provvedimento, il Governo mette in atto un sistema di usura legalizzato con il quale viene consentito alle banche di farsi pagare gli interessi sugli interessi (anatocismo). Quale sarà il risultato? Nel giro di pochi anni e a fronte di un prestito contenuto, gli anziani si ritroveranno a regalare l’intero valore della propria casa alle banche. Siamo davanti ad una cosa schifosa che ricorda tanto gli sciacalli del mercato nero in tempo di guerra, che pretendevano oro e argento in cambio di un tozzo di pane e del latte per i bambini. In Parlamento Fratelli d’Italia ha votato contro questa legge infame. Ma adesso che è entrata in vigore, vi chiedo di informare i vostri genitori, i vostri nonni e tutti gli italiani di quello che sta succedendo". Critica anche la Federazione degli agenti immobiliari (Fiaip): “È l’ultima spiaggia per i pensionati che potranno incassare un prestito basso rispetto al valore della casa,, mai superiore al 30%, e lasceranno un debito o la necessità di vendere l’immobile”.

Repentina la risposta del parlamentare del Partito Democratico Antonio Misiani: «La nuova legge rende più facile e conveniente il finanziamento alle persone anziane con garanzia ipotecaria sulla casa di proprietà, quello che nei paesi anglosassoni è conosciuto come reverse mortgage. La misura non ha obiettivi macroeconomici né sociali, ma di completezza dei mercati».

Il Piv, infatti, è stato lanciato e introdotto per la prima volta nel 1999 dalla Gran Bretagna col nome di lifetime mortgage o di equity release e si è rapidamente diffuso in tutto il mondo anglosassone (Irlanda, Canada, Australia e Stati Uniti). Nel dicembre del 2005 è stata la volta dell’Italia, la cui normativa, modificata da quella attuale, prevedeva “finanziamenti a medio e lungo termine con capitalizzazione annuale di interessi e spese, e rimborso integrale in unica soluzione alla scadenza, assistiti da ipoteca di primo grado su immobili residenziali, riservati a persone fisiche con età superiore ai 65 anni compiuti”.

Articolo pubblicato il 21 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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