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Vertenza Eni: la Regione fa flop, adesso la palla passa al Governo
di Liliana Blanco

Istituzioni e sindacati dalla parte dei lavoratori, si preme su ammortizzatori sociali. Atteso l’incontro tra il sindaco Messinese, Crocetta e il ministro Poletti

Tags: Gela, Eni, Raffineria Di Gela



GELA - Finisce la cassa integrazione e scoppia il finimondo. Da una settimana si sono riaccesi i fari sulla vertenza Gela. Gli ex lavoratori del’indotto industriale ormai fuori dal ciclo produttivo hanno organizzato a sorpresa blocchi stradali in tre punti della città : sulla Ss 117 di fronte l’Enimed, alla rotonda ad est di Macchitella e sulla Ss 115 per Licata. Con loro si sono schierati tutti; sindacati, istituzioni, gli stessi che hanno firmato il protocollo d’intesa.
 
Il consiglio comunale ha organizzato una seduta permanente ai blocchi stradali ed una manifestazione nazionale prevista per oggi a partire dalle 9.30 con concentramento di fronte l’ospedale. Poi il carnet di appuntamenti con i massimi vertici della politica. Il primo appuntamento alla Regione è stato un flop. Non è emerso alcun elemento utile per la risoluzione del caso. Solo una telefonata del Governatore della Sicilia per ottenere la proroga degli ammortizzatori sociali.
 
Insomma il solito contentino per far rimuovere i blocchi. Il giorno dopo l’amministrazione si è recata al Ministero per lo Sviluppo economico dove sono state tracciate le linee per risolvere in tempi brevi la vertenza Gela. In un acceso confronto con il Governo e la Regione Siciliana, alla presenza del sottosegretario allo Sviluppo economico, Simona Vicari, il sindaco di Gela Domenico Messinese ha rappresentato la situazione incandescente che si vive in questi giorni.

Un’accelerazione si registra sull’Accordo di Programma, la cui operatività è stata ottenuta per luglio. L’amministrazione comunale punta ad un hub energetico green con uno sbocco intermodale come appendice sul Mediterraneo, della nuova rete portuale nazionale per rilanciare la vocazione economica del territorio. Incontri con cadenza periodica si terranno con la Regione per verificare le fasi di compimento. “È un piccolo passo rispetto al quale continueremo ad incalzare Stato e Regione” ha commentato il sindaco di Gela al termine del vertice romano. Intanto si preme sugli ammortizzatori sociali straordinari e in deroga come sostegno agli operai rimasti senza lavoro. Domani l’amministrazione comunale e la Regione incontreranno il ministro Poletti per strappare al Governo un impegno concreto.

“Gli impegni presi sono stati rispettati e le attività procedono in linea con quanto previsto”: lo afferma Eni con riferimento allo stato di attuazione del protocollo di Gela del 6 novembre 2014. “Dalla firma dell’accordo – spiega il gruppo – sono stati avviati 53 cantieri tra le attività di produzione, di manutenzione e di risanamento ambientale con un investimento pari a 200 milioni”. “Ma dove sono questi 53 cantieri? – dicono i segretari generali della triplice Giudice, Gallo, Castania. L’allegato 2 del protocollo del 06.11.2014 è chiaro: la data di “inizio costruzione piattaforma” è indicata ad ottobre ’15.

Altro elemento inquietante è che il Ministero dell’Ambiente non utilizza lo stesso metodo autorizzativo per i vari siti presenti in Italia, determinando un gravissimo ritardo nel dare l’ok al VIA (valutazione impatto ambientale). “Dove sono le garanzie del governo - aggiungono - in merito all’iter autorizzativo per il rispetto del protocollo? Il Governo avvii i processi di sburocratizzazione per agevolare l’avvio delle attività”.

Articolo pubblicato il 26 gennaio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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