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Quotidiano di Sicilia

Appalti, Legge regionale ghigliottinata
di Adriano Agatino Zuccaro

Termini scaduti, torna il sistema del massimo ribasso. L’allarme di Cisl Sicilia e Filca: “Le incompiute toccheranno il 90%”. Il testo collegato a una norma nazionale mandata in soffitta, chiesto incontro ad assessore Pistorio

Tags: Appalti, Regione Siciliana



PALERMO - “Grazie all’incapacità amministrativa del governo regionale, le pochissime gare per opere pubbliche che si celebrano in Sicilia verranno aggiudicate ancora col sistema del massimo ribasso, a danno del completamento effettivo dell’opera e del rispetto della sicurezza e della retribuzione dei lavoratori” scrivono Mimmo Milazzo e Santino Barbera, segretari della Cisl Sicilia e della Filca regionale, a proposito della cosiddetta abrogazione tecnica della nuova riforma degli appalti varata a luglio scorso dall’Ars.

La Legge regionale 14/2015 aveva introdotto delle modifiche a termine nella Lr 12/2011: “Per gli appalti di lavori, servizi o forniture che non abbiano carattere transfrontaliero, nel caso in cui il criterio di aggiudicazione sia quello del prezzo più basso, la stazione appaltante può prevedere nel bando che si applichi il criterio dell’esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia individuata” secondo criteri prestabiliti. L’individuazione delle soglie avrebbe portato all’eliminazione automatica di alcune offerte considerate anomale.

Secondo il legislatore regionale, questo sistema avrebbe garantito l’accesso delle imprese oneste al mercato degli appalti, determinando un miglioramento in termini di concorrenza, scrive edilportale.com. Tale norma, che tentava di porre un freno alle aggiudicazioni degli appalti al massimo ribasso, è decaduta (secondo l’articolo 253 - Norme transitorie- 20-bis): “Le stazioni appaltanti possono applicare fino al 31 dicembre 2015 le disposizioni”.

“L’approssimazione del governo regionale ha prodotto il risultato di un balzo indietro piuttosto di uno in avanti. Tornare alla legge precedente si tradurrà nell’aggiudicazione di gare con ribassi in media del 37%. I rischi di questo meccanismo perverso saranno ancora una volta quelli della lievitazione delle incompiute, fino addirittura al 90%. Del mancato rispetto delle misure di sicurezza nei cantieri e della irregolarità contributiva per i lavoratori” proseguono i segretari della Cisl Sicilia e della Filca regionale.

“La legge regionale aveva come riferimento giuridico una norma che il governo nazionale avrebbe dovuto mantenere nel decreto ‘Milleproroghe’. Ma l’esecutivo nazionale ha preferito mandare quella norma in soffitta col risultato di rendere nulla, per caduta, anche la legge regionale che a quella si collegava” prosegue il comunicato sul sito Cisl. “Sarebbe bastato – aggiungono Milazzo e Barbera – realizzare una riforma compiuta che finalmente voltasse pagina rispetto allo scandaloso sistema del massimo ribasso”.

Cisl e Filca chiedono che l’assessore regionale alle Infrastrutture, Giovanni Pistorio, convochi subito le parti sociali. “È grave – concludono i segretari – che a fronte di investimenti inesistenti da parte della Regione, di 100 mila disoccupati e di 13 mila imprese chiuse, il governo Crocetta continui a disinteressarsi del comparto delle costruzioni. Quest’atteggiamento di arrogante indifferenza non danneggia solo una categoria produttiva, ma tutta l’economia regionale che nell’edilizia ha un settore trainante”.

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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