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Palermo - QuellÂ’insostenibile burocrazia che ostacola gli imprenditori
di Luca Insalaco

Lo hanno denunciato molte aziende alle prime armi, che hanno trovato l’appoggio di Confindustria. Una sorta di calvario fatto di centinaia di pratiche e innumerevoli passaggi

Tags: Palermo, Burocrazia, Imprese, Confindustria, Luigi Rizzolo, Renato Brunetta, Marcello Cacace



PALERMO - Una montagna di documenti e un calvario fatto di pagamenti inevasi e attese estenuanti. È questo il prezzo da pagare per aprire un’impresa in Sicilia. Nelle sabbie mobili della burocrazia c’è finita un’impresa palermitana costituita lo scorso mese di luglio, con tanto di atto notarile. Per la costruzione e la programmazione societaria, tuttavia, bisogna risalire all’inizio dell’anno, quando i soci hanno iniziato a preparare e raccogliere documenti e hanno investito il capitale. In estate, si sono presentati quindi dal notaio con la convinzione che, da lì a poco, avrebbero avviare l’attività sulla quale tanto avevano speso in termini di tempo e denaro. Sbagliato.
 
Dall’appuntamento dal notaio ad oggi, infatti, gli imprenditori non sono ancora riusciti ad avviare la produzione, visto che ogni giorno c’è un nuovo documento da produrre, una verifica, un’ispezione. Un’odissea di settanta tra documenti, certificati, nulla osta, bolli, protocolli e via dicendo. La burocrazia non manca poi di assumere aspetti farseschi, come quello denunciato da Luigi Rizzolo, componente del Gruppo giovani imprenditori di Confindustria Palermo. In un Comune della provincia, le ditte che lavorano col municipio e che presentano le fatture per il pagamento delle prestazioni si trovano di fronte a un curioso balletto. Ogni fattura passa ripetutamente dalla ragioneria, dall’ufficio tecnico, dal segretario comunale. I documenti, prima di essere protocollati, finiscono anche dal sindaco, che vuole personalmente esaminare e vistare le richieste di pagamento. Una procedura sovraccarica di passaggi che finisce inevitabilmente per rallentare il pagamento alle imprese.

 “La compensazione tra debiti e crediti con la pubblica amministrazione, come vorrebbe Brunetta, sarebbe bellissima. Eppure è impossibile” commenta Marcello Cacace, presidente di Confindustria Palermo Giovani, che racconta la storia di un’impresa edile che vanta un credito di 300 mila euro nei confronti di un’amministrazione locale.
“Normalmente - spiega - l’ente pubblico paga in ritardo i suoi fornitori, nella migliore delle ipotesi questo ritardo è ‘solo’ di quattro mesi. Eppure se l’impresa paga con un giorno di ritardo i tributi locali (per somme che al massimo raggiungono la soglia dei cinque mila euro), allora scatta il blocco dei pagamenti da parte dell’amministrazione”.
 

 
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PALERMO - Addioburocrazia è lo sportello aperto da Confindustria per aiutare le imprese, associate o meno non importa, e assistere legalmente quanti intendano agire in giudizio contro i casi di malaburocrazia. Lo sportello vuole essere una trincea contro i ritardi, le lungaggini, le storture nei percorsi burocratici. Contro tutti quegli ostacoli, insomma, che frenano l’attività delle imprese e smorzano la spinta dello sviluppo economico. La denuncia, che resterà anonima, verrà vagliata da un comitato di giovani associati, quindi la segnalazione a Confindustria Sicilia e la decisione sulla strada da intraprendere: giudiziale o extragiudiziale. “Confindustria garantisce l’assistenza dell’ufficio legale di Confindustria e a seconda dei casi potrà costituirsi in giudizio con un intervento ad adiuvandum”, ha spiegato Giorgio Cappello, presidente dei Giovani Industriali siciliani.

Articolo pubblicato il 17 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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