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Messina - Il Piano di Protezione civile è ancora chiuso in un cassetto
di Valeria Zingale

Il consigliere Rao: “Impegnati 290 mila euro, ma il regolamento propedeutico è fermo dal 2008”. Alla Provincia regionale cinque anni di incarichi e ancora il documento non c’è

Tags: Messina, Protezione Civile, Pippo Rao



MESSINA - Nonostante un territorio ad alto rischio sismico ed idrogeologico, la Provincia regionale non dispone di un Piano di Protezione civile, elemento fondamentale per un sistema raccordato ed integrato di interventi in caso di calamità.
La recente alluvione ha messo in luce tutti i limiti di una azione che avrebbe potuto essere più incisiva, se solo fosse stata coordinata ed eseguita secondo gli schemi di un Piano di Protezione civile.

In quella occasione, la macchina dei soccorsi ha retto per l’impegno generoso dei singoli, ma un territorio ad alto rischio, come quello messinese, imporrebbero una programmazione ed una pianificazione attenta, non solo dei rischi, ma anche delle strategie d’intervento in occasione di eventi disastrosi.

La pensa così Pippo Rao, consigliere provinciale del Pd, che ha presentato una interrogazione in cui evidenzia che, nonostante siano stati impegnati dal 2004 ad oggi, ben 290 mila euro, il regolamento propedeutico al Piano di Protezione civile provinciale è fermo presso la Presidenza dal dicembre 2008. Per ripercorrere la vicenda bisogna fare un passo indietro. Il 5 novembre 2004, l’allora presidente della Provincia Salvatore Leonardi, con propria determina, individuava la Società AST Sistemi S.p.a. per l’affidamento di compiti di collaborazione e consulenza tecnica scientifica per la redazione del “Piano Provinciale Generale di Protezione Civile” e la gestione delle attività connesse. Il tutto per un importo complessivo annuo di 100 mila euro, trovante capienza nel Peg 2004.

Determina che trova riscontro nel successivo documento dirigenziale del 10 novembre dello stesso anno, attraverso il quale viene approvato lo “schema del Foglio Patti e Condizioni” che implica  affidamento all’AST Sistemi e al contempo impegna la somma di 120 mila euro, proveniente da due voci del bilancio. Il 30 dicembre 2004, la convenzione viene integrata con un ulteriore incarico da 70 mila euro alla società che dovrà occuparsi della meta-progettazione per l’organizzazione e l’allestimento delle aree polivalenti attrezzate per ospitare “zone d’ammassamento”.

Nel Peg 2008, tra le risorse finanziarie assegnate al VI Dipartimento, risultano ancora 100 mila euro destinati agli “interventi per acquisizioni finalizzate ad attrezzare le aree polivalenti di Protezione Civile”.
Il 2009 si avvia a conclusione e il Piano di Protezione civile provinciale resta in un cassetto.
 

 
Il presidente Ricevuto: “Molti Comuni inadempienti”
 
MESSINA - Sulla questione è intervenuto recentemente il Consiglio Provinciale che ha approvato una mozione con la quale si dà l’indirizzo politico di potenziare la Protezione Civile della Provincia, creando i presupposti di quel sistema coordinato ed integrato per fronteggiare eventuali rischi. Adesso Pippo Rao torna sulla vicenda, sollecitando il presidente della Provincia, Nanni Ricevuto, ad attivare le procedure connesse al Piano redatto dall’AST sistemi e rendere esecutivo il regolamento, dopo le giuste valutazioni del Consiglio Provinciale. Il segretario provinciale del PD chiede altresì di tener conto del Piano redatto dal comune di Messina, per evitare interventi che non si integrano fra loro.
Intervenendo in Consiglio, Ricevuto ha spiegato che Palazzo dei Leoni si è dotato di una carta geologica volta a scoprire i rischi connessi ai territori di competenza, ma l’inadempienza di molti comuni della provincia vanifica qualsiasi sforzo in tal senso. “È per questo – ha concluso il presidente - che il Piano di Protezione civile non esiste ancora”.

Articolo pubblicato il 17 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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