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Eolico bloccato, in attesa della mappatura
di Rosario Battiato

L’Anie registra la crescita del 2015 delle fonti rinnovabili e trattiene il fiato sull’applicazione delle norme paesaggistiche. Entro aprile dovrebbero essere definite le aree non idonee agli impianti, 42 richieste in pausa

Tags: Energia, Eolico, Anie, Sicilia, Rinnovabili



PALERMO – Preoccupazioni e certezze. Si può riassumere in questo modo la pagella siciliana di Anie rinnovabili, il braccio green dell'associazione confindustriale che raggruppa oltre 1.200 aziende del settore elettrotecnico ed elettronico, con buoni voti nel settore dello sviluppo della produzione da fonte rinnovabile. Lo studente, tuttavia, potrebbe impegnarsi di più date le risorse che possiede e, inoltre, dovrebbe gestire con molta accortezza alcune novità come la conversione in legge regionale del ddl n.847 che di fatto potrebbe bloccare anche il settore del minieolico.

“La Sicilia punta sul comparto rinnovabili”. Lo scrive l'Anie riportando i dati 2015 sia del settore fotovoltaico che fino al mese di novembre ha fatto registrare 23,9 MW (nel 2014 sono stati 22,5) sia dell’eolico, comparto che ha visto la connessione di 5.009,2 kW di potenza nel 2015 sull’Isola (1.734,5 kW nel 2014). Dato positivo, riportano dall'Anie, anche per la potenza idroelettrica connessa passata dai 18 kW totali del 2014 ai 20 fino a fine novembre 2015.

L'Isola, insomma, continua a crescere, ma attenzione ai pericoli. Lo precisa Emilio Cremona, presidente Anie Rinnovabili, che ha ribadito come la Sicilia abbia dimostrato “anche nel 2015 di essere una regione chiave per il comparto e di aver risentito in misura minore rispetto al resto d’Italia del cambio di direzione sulle politiche governative delle energie da fonte rinnovabile”. Il pericolo risiede nel mancato sfruttamento del patrimonio naturale di stanza nell'Isola. “La Sicilia deve sfruttare appieno le risorse naturali di cui dispone in maggior misura come sole e vento – ha spiegato – ed è per questo che auspichiamo che la trasformazione in legge regionale del ddl n. 847 non pregiudichi il futuro sviluppo dell’eolico”. Si tratta della legge regionale 29/2015 (Norme in materia di tutela delle aree caratterizzate da vulnerabilità ambientale e valenze ambientali e paesaggistiche) che lo scorso 14 gennaio ha incassato il via libera dal dipartimento per gli Affari regionali della presidenza del Consiglio dei ministri.
 
La normativa predispone la realizzazione della mappatura delle aree non idonee, che dovrebbero essere definite da un decreto del presidente della Regione sulla base del lavoro di una commissione ad hoc istituita dal dirigente Lo Monaco nel decreto dirigenziale dello scorso 21 gennaio. Tutto questo dovrebbe essere pronto entro aprile. Il rischio è che, così come riportato sulla normativa, i criteri siano troppo stringenti (ad esempio ci sono quelli relativi al vincolo idrogeologico, cioè circa i due terzi del territorio isolano) e che un provvedimento del genere di fatto metta fuorigioco non soltanto i grandi impianti, vero obiettivo del governo, ma anche realtà meno invasive come il minieolico. Al momento la Regione ha bloccato 42 conferenze di servizi già avviate, in attesa della mappatura.

Perplessità di carattere nazionale, invece, espresse da Anie Rinnovabili nei confronti dell’ultima legge di stabilità, in quanto la norma “privilegia solo la tecnologia delle biomasse – leggiamo nella nota – a scapito di tutte le altre ed impatterà sullo sviluppo di tali fonti. Infatti non è ancora ben chiaro se la previsione inciderà sul contatore del Gse oppure se le risorse economiche ad esso destinate saranno aggiuntive a quelle messe a disposizione del tetto di 5,8 miliardi di euro all’anno”.

Articolo pubblicato il 19 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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