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Whatsapp, facebook e gli altri: come proteggere i bambini
di Serena Giovanna Grasso

Telefono azzurro e Doxa kids: quasi quattro minori su cinque chattano tutto il giorno. Presentata per il Safer internet day la Carta di Milano rivolta alle imprese operanti sul web

Tags: Internet, Whatsapp, Facebook, Telefono Azzurro, Doxa Kids



PALERMO – Italiani e siciliani di tutte le età sempre più connessi. L’era del digitale si estende ad ogni ambito del vivere: dalla comunicazione, comprensiva di messaggistica e social network, agli acquisti online, dalla lettura di libri e quotidiani alla visione di film, fino ad arrivare ai giochi online e chi più ne ha più ne metta. Se da una parte è certamente impossibile negare il notevole sviluppo connesso all’uso delle tecnologie ed in particolar modo ad internet, d’altra parte non occorre sottovalutare le possibili ed oggi sempre più diffuse complicanze ai danni dei più piccoli.  Infatti, in Sicilia quasi la metà dei minori teme per la propria privacy, quasi otto su dieci temono il bullismo ed addirittura il 12,3% degli under 18 residenti nelle Isole è stato vittima di cyber bullismo. Per non parlar poi dello sviluppo delle dipendenze da uso eccessivo di strumenti tecnologici.

Estremamente allarmanti sono i dati raccolti da Doxa kids e Telefono azzurro e presentati nell’ambito del Safer internet day. A livello nazionale, il 17% dei ragazzi intervistati dichiara di non riuscire a staccarsi da smartphone e social, uno su quattro è sempre online (25%), quasi la metà si connette più volte al giorno (45%), uno su cinque è afflitto da vamping, ovvero si sveglia durante la notte per controllare i messaggi arrivati sul proprio cellulare (21%) e quasi quattro su cinque chattano continuamente su WhatsApp (78%).

Oltre ai rischi sopradescritti, ve ne sono ulteriori ugualmente pericolosi: si va dalla pedopornografia all’utilizzo indebito di dati forniti per fini commerciali, dall’adescamento online alle truffe per gli acquisti, fino allo sviluppo di vere e proprie patologie ludopatiche. Notevoli sono i danni che derivano dalla visione di contenuti pornografici estremi: infatti, sui più piccoli tale visione ha un effetto traumatizzante al punto da influenzare lo sviluppo del cervello plastico e la loro visione su ciò che considerano normale.

Dunque, è evidente l’importanza di agire al fine di evitare il peggio. Non ci si può più permettere di rimanere inerti. A tal proposito, notevole è il valore assunto dalla Carta di Milano presentata in occasione del Safer internet day. Si tratta di un documento indirizzato alle aziende operanti nel settore tecnologico attraverso il quale si chiede di contribuire alla ricerca e all’individuazione del giusto equilibrio tra libertà di impresa e diritti di tutti i cittadini, in primis i più piccoli. Dunque, passiamo in rassegna le principali procedure che le imprese operanti sul web dovrebbero rispettare.

Innanzitutto, le aziende dovrebbero disporre delle più efficaci procedure per la segnalazione e la tempestiva rimozione di materiale illegale o dannoso per bambini e adolescenti (ad esempio pedopornografico), non appena vengano a conoscenza della presenza di tale materiale su piattaforme di loro gestione.

Sarebbe necessario che le imprese si occupassero dello sviluppo e dell'adozione di sistemi di sicurezza pre-installati che tutelino i dati personali dei minori. Inoltre, sarebbe auspicabile adottare un sistema di verifica dell’età che impedisca l’accesso ai siti pornografici per i minorenni simile a quello vigente nel Regno Unito: oltre a bloccare l’accesso dei minori ai siti pornografici, una recente proposta prevederebbe multe e sanzioni per i siti web che non implementino questo sistema di verifica dell'età, inclusi siti web sviluppati in altri Paesi.

Infine, importanza non trascurabile riveste il servizio di supporto di cui tutte le imprese dovrebbero munirsi. Infatti, le aziende leader dovrebbero assicurare che le vittime di pericoli sulla rete possano ricevere un immediato supporto emotivo, con soluzioni tecnologiche previste ed integrate, che perseguano l’obiettivo di aiutare ad affrontare non solo le conseguenze di eventuali violenze subite online, ma anche di raccogliere segnalazioni di utenti che osservino manifestazioni di grave disagio da parte di minorenni.

Articolo pubblicato il 19 febbraio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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