Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Boom dei Bed and breakfast in Sicilia
di Adriano Agatino Zuccaro

Fondazione Res: nell’ultimo anno cresce il numero degli esercizi ricettivi soprattutto nella componente extra alberghiera. Sono 5.931 le strutture adibite all’accoglienza dei turisti nell’Isola

Tags: Bed And Breakfast, Turismo, Sicilia, Fondazione Res



PALERMO - Il valore aggiunto dei servizi di alloggio e ristorazione rappresenta il 5% del valore prodotto dalle imprese in Sicilia, contro il 4,1% del dato nazionale. Il fatturato, a 3,11 miliardi di euro, costituisce il 3% del fatturato totale delle imprese: 2,2 miliardi per i servizi di ristorazione e 0,9 miliardi per i servizi di alloggio. I dati, pubblicati dall ‘Istituto di Ricerca su Economia e Società in Sicilia (Res) nel prodotto informativo denominato “CongiunturaRes”, confermano che “la ripresa dell'economia siciliana è ancora debole, anche se qualche segnale positivo proviene dal mercato del lavoro”.

Per ciò che attiene il settore turistico regionale, le stime positive sono state favorite “nell’anno appena concluso, dal buon andamento climatico, dalla promozione di nuove iniziative culturali e, indirettamente, dalle difficoltà ricettive imposte dalle turbolenze del quadro geopolitico ad alcune mete mediterranee concorrenti”, si legge nel rapporto.

Il numero di esercizi ricettivi è sensibilmente cresciuto: del 4,6% dal 2013 al 2014, soprattutto nella componente non alberghiera. Nel 2014 la dotazione regionale di strutture ricettive era di 5.931 unità, per il 22,7% alberghi e per il 77,3% strutture extra-alberghiere, nell ‘ambito delle quali il 42,8% è rappresentato da bed and breakfast e l’8,1% da aziende agrituristiche; un ruolo importante hanno anche gli alloggi in affitto, vicini al 22% del totale. Gli alberghi a 5 stelle rappresentano lo 0,5% della dotazione ricettiva regionale, nella quale prevalgono le strutture a 4 e 3 stelle (rispettivamente 6,1% e 9%).

In rapporto all’Italia si evidenzia una dotazione relativamente maggiore di strutture di fascia alta (4 e 5 stelle) e, nell’ambito delle strutture extra-alberghiere, la diffusione dei bed and breakfast (2.537). Nel dettaglio gli alberghi a cinque stelle e cinque stelle lusso sono 31, quelli a quattro stelle sono 360, 536 a tre stelle, 158 a due stelle, 113 a una stella, le residenze turistico alberghiere 150. Gli alloggi in affitto sono ben 1.297 i campeggi e i villaggi turistici sono 103.

Gli investimenti lordi in beni materiali sono saliti nel 2013 dal 7,5% al 10,4% del totale nell’Isola, contro il 4% nazionale (era il 5% nel 2012). Gli occupati nel settore rappresentano l’8,8% del totale delle imprese (8,4% in Italia), un dato stabile nel periodo considerato.
Da un punto di vista dinamico, le imprese del settore segnano un aumento del fatturato del 20,1% tra il 2009 e il 2013, sensibilmente superiore al dato medio nazionale (13%), e una crescita del valore aggiunto nell’ordine dell’8%.

Sul versante degli investimenti in Sicilia la crescita tendenziale rispetto al 2009 è particolarmente forte e il dato è più che raddoppiato, soprattutto nelle strutture e nei servizi; anche in termini di variazione media annua, la spinta degli investimenti appare in netta evidenza, con un 27% che configura una chiara espansione strutturale del settore.

La crescita delle strutture non sembra manifestare effetti di rilievo sull’occupazione, che si mantiene stabile a livello regionale (-1,4%) a fronte di un più costante incremento (0.9% annuo, 3,6% a fine periodo) nella media italiana.
Il costo del personale ha registrato una crescita del 13,4%, di poco superiore al dato nazionale.
 

 
Ultimo anno di stasi, la ripresa non è inizata
 
“L’economia siciliana – spiega Adam Asmundo, responsabile delle analisi economiche della Fondazione RES –stenta ad uscire dalla crisi. A sette anni dal punto di massimo del precedente ciclo economico, le ultime stime della Fondazione Res segnalano che il 2014 è stato ancora un anno di relativa stasi, nel quale alla stagnazione produttiva si è associata un’ulteriore flessione degli investimenti e dell’occupazione. L’andamento dell’occupazione e dei redditi complica il quadro sociale, caratterizzato da un ampliarsi dei divari sociali e dell’area della povertà e della deprivazione, che hanno raggiunto i livelli massimi nazionali. A  uno scenario così fortemente  negativo si contrappongono  tuttavia sottili e importanti segnali di cambiamento, provenienti dai territori e dal  mondo delle imprese”. Dall’approfondimento presente nel report emerge la presenza in Sicilia di positive dinamiche imprenditoriali virtualmente “nuove” rispetto alla vocazione del territorio.  Cioè in territori che sono specializzati tradizionalmente in  alcuni settori emergono casi  di vivacità imprenditoriale che poco hanno a che fare con  questa specializzazione. Un  dato registrato, a livello provinciale, in ben 17 dei 45 casi osservati dalla Fondazione Res.

Articolo pubblicato il 16 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐