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Quotidiano di Sicilia

Presenze distretti turistici, in Sicilia 8 milioni
di Adriano Agatino Zuccaro

Dati CongiunturaRes: da gennaio a settembre 2015 si registrano complessivamente 2,2 milioni di persone in arrivo. Prima Taormina Etna (1,7 mln), poi Sicilia occidentale (1,2 mln) e Palermo costa normanna (909 mila)

Tags: Cultura, Turismo, Sicilia, Beni Culturali



PALERMO - In nove mesi, da gennaio a settembre 2015, il distretto turistico territoriale denominato “Taormina Etna” ha registrato 477 mila arrivi e 1,7 milioni di presenze. Al secondo posto la “Sicilia occidentale” (320 mila arrivi, 1,29 milioni di presenze), terzo distretto “Palermo costa normanna” (413 mila arrivi, 909 mila presenze), quarto posto per l’area che comprende Cefalù, parchi delle Madonie e Hymera con 161 mila arrivi e 745 mila presenze. I dati, pubblicati dall’Istituto di Ricerca su Economia e Società in Sicilia (Res) nel prodotto informativo denominato “CongiunturaRes” certificano che i distretti turistici territoriali complessivamente accolgono 2,2 milioni di persone in arrivo e quasi otto milioni di presenze. Le nuove statistiche segnalano inoltre che gli arrivi di turisti italiani sono massimi in Sicilia occidentale, Palermo costa normanna e Taormina Etna, mentre gli stranieri risultano privilegiare Taormina Etna, Palermo costa normanna e Cefalù parchi delle Madonie. Le permanenze medie risultano più alte, nelle statistiche ufficiali, nel distretto degli Iblei (circa sei giorni), seguito da quelli di Cefalù e Selinunte (circa cinque giorni), Sicilia occidentale e Golfo di Castellammare (circa quattro giorni).

Rispetto alla precedenti statistiche per province, segnala l’Istituto di ricerca, i nuovi raggruppamenti di comuni in entrambe le ripartizioni non coprono per intero il territorio regionale. In secondo luogo, diversi comuni fanno parte contemporaneamente di due differenti aggregazioni: Distretti territoriali e Distretti tematici; “cosa che rende di fatto non sovrapponibili le statistiche ai fini di una analisi regionale complessiva dei dati”.

Fatta questa doverosa precisazione, il rapporto affronta l’analisi dei dati provenienti dai Distretti tematici, ossia “l’integrazione fra territori non contigui caratterizzati da un unico tema specifico”. La prima evidenza è che accolgono una quota minore di flussi (1,7 milioni di arrivi, 5,9 milioni di presenze), con permanenze medie sistematicamente più basse. Il record di arrivi e presenze spetta al distretto Sud-Est (località fra Ragusa, Siracusa e Catania), con circa mezzo milione di arrivi e 1,6 milioni di presenze, seguito da Antichi mestieri, sapori e tradizioni (comuni in prevalenza dislocati fra Messina e Catania, in misura minore fra Trapani e Palermo) con oltre un milione di presenze, dai distretti Pescaturismo e cultura del mare (prevalentemente località del Palermitano) e Le terre del mito (provincia di Messina, fra Etna e Tirreno), entrambi con oltre 800 mila presenze. Le presenze straniere sono sistematicamente più elevate nei vari distretti, con la rilevante eccezione del Sud-Est. Le permanenze medie più elevate privilegiano per i turisti italiani il distretto Vini e sapori di Sicilia (oltre quattro giorni fra centri colturali variamente diffusi sul territorio regionale), per gli stranieri Le terre del mito e Pescaturismo (con una permanenza superiore ai cinque giorni).

I dati consolidati per tutto il 2014 confermano che in Sicilia le presenze sono state 14,9 milioni, 7,8 milioni i turisti italiani, 7,1 gli stranieri; l’incremento sul 2013 è stato del 2,6%. Nella composizione dei flussi dall’estero prevalgono nell’Isola i turisti dalla Francia e dalla Germania, che rappresentano il 15% degli arrivi e il 17% dei pernottamenti, seguiti da Stati Uniti, Regno Unito e Spagna.
 

 
70% di stranieri per Catania, Palermo e Messina
 
I dati sul turismo straniero offerti dalla rilevazione Banca d’Italia, tradizionalmente disponibili a livello provinciale, sottolineano per il periodo gennaio-ottobre 2015 che le province di Catania, Palermo e Messina assorbono circa il 70% dei viaggiatori provenienti dall’estero, si legge nel rapporto “Congiuntura Res”. A fronte di motivazioni prevalentemente vacanziere (per il 70% degli intervistati in Sicilia, contro il 59% nazionale), diffusi incrementi delle presenze hanno caratterizzato soprattutto le province di Messina, Palermo e Catania, che rispetto al 2010 realizzano variazioni superiori al 50%; un nuovo boom dei pernottamenti stranieri interessa invece Trapani, che rafforza e consolida il rialzo del 2014. Ultima annotazione di rilievo, anche la spesa dei turisti stranieri appare in crescita nel periodo considerato in tutte le località – con le eccezioni di Enna e Caltanissetta – e a tassi superiori a quelli delle presenze. La spesa media giornaliera nelle province siciliane è salita a oltre 129 euro (+12,5% rispetto al 2014) a fronte di una media nazionale di 103 euro (+4,7%). “In assenza di effetti di prezzo dovuti a possibili rincari dell’offerta, il dato sottolinea in certa misura l’attrattività e la competitività delle mete siciliane” conclude il rapporto.

Articolo pubblicato il 18 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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