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Quotidiano di Sicilia

Sanità: spesa più alta e di bassa qualità
di Lucia Russo

L’indagine Cerm dal titolo “La spesa sanitaria pubblica in Italia: dentro la scatola nera delle differenze regionali”. La Sicilia insieme a Campania, Lazio e Puglia tra le più inefficienti ma ha avviato un piano di rientro

Tags: Sanità, Spesa



PALERMO - La Sicilia è tra le regioni a più alto scostamento dallo standard della spesa sanitaria e a più bassa qualità dei servizi. Ciò risulta dalla recente indagine del  Cerm (Centro di ricerche su competitività, regolazione, mercati). Titolo: “La spesa sanitaria pubblica in Italia: dentro la ‘scatola nera’ delle differenze regionali” per trattare dell’efficienza dei servizi sanitari regionali.

Nell’indagine la spesa pro-capite effettiva (di contabilità) in Sanità di ogni Regione viene confrontata con il valore che essa avrebbe dovuto assumere se nella stessa Regione l’impatto delle variabili esplicative sulla spesa fosse stato quello mediamente rilevabile nel complesso di tutte le Regioni. L’analisi evidenzia che 9 Regioni dovrebbero operarsi per una riduzione a doppia cifra della spesa procapite.

Nella quasi totalità dei casi, si tratta di Regioni del Mezzogiorno, tranne il Lazio, il Trentino Alto Adige e la Liguria. Le Regioni a maggior sovraspesa sono la Campania (+32%), la Sicilia (+24,7%) e la Puglia (+23%). Il Lazio spende oltre il 17% in più del necessario, analogamente al Trentino Alto Adige, mentre la Liguria sfora di oltre il 14%. Basilicata (9%), Valle d’Aosta (9%) e Sardegna (6,2%) dovrebbero realizzare riduzioni minori, ma comunque significative. Delle prime 8 Regioni per ampiezza della correzione di spesa necessaria, 6 sono attualmente coinvolte in piani di rientro: Campania, Sicilia, Lazio, Liguria, Abruzzo, Molise.

Se si escludono il Lazio (accomunabile al Mezzogiorno nelle performance), Trentino Alto Adige e Liguria (che, nonostante, di buon ranking nella qualità, spendono troppo per ottenerla), il Centro‐Nord fa registrare livelli di spesa non particolarmente distanti dai livelli stimati come efficienti. Toscana, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Lombardia e Piemonte dovrebbero operarsi per riduzioni inferiori al 3%; mentre Friuli Venezia Giulia e Umbria sono outlier in positivo e guidano il posizionamento della frontiera.

Nel complesso, si conferma il quadro di un Paese spaccato in due, con le Regioni del Centro‐Nord attestate su livelli di efficienza e di qualità della spesa che appaiono significativamente più elevati rispetto alle Regioni del Mezzogiorno.
L’analisi evidenzia un elemento di rilievo: Le Regioni che più sono lontane dalla frontiera efficiente sono anche quelle che erogano prestazioni di qualità inferiore. Sovraspesa e bassa qualità vanno di pari passo, due facce della stessa medaglia.
Le Regioni appaiono in tre gruppi ben distinti. La Sicilia è nel primo, cioè quello a più alto scostamento dallo standard (più elevata sovraspesa) e a bassa qualità, che comprende  anche Campania, Puglia e Lazio.

In un secondo gruppo ci stanno le Regioni a sovraspesa minore rispetto alle precedenti ma ugualmente significativa, che sono Sardegna, Basilicata, Molise, Abruzzo, Liguria, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige.
Il terzo gruppo è quello delle Regioni più efficienti, che definiscono la frontiera, e che, come si è visto, sono Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Umbria, Piemonte, Marche e Toscana, cui si aggiungono Emilia Romagna e Veneto. Friuli Venezia Giulia e Umbria sono in posizioni di outlier in positivo.

Per le Regioni del terzo gruppo, si può sostenere che gli scostamenti dallo standard, tra l’altro i più contenuti, trovano sostanziale giustificazione nella qualità delle prestazioni offerte. Questo senza negare importanza e utilità di analisi maggiormente microfondate sui singoli sistemi sanitari regionali, per fare emergere possibilità di razionalizzazione e ottimizzazione.
I borderline Basilicata, Molise e Abruzzo sono accomunati al primo gruppo in relazione al basso livello qualitativo. Complessivamente, nel Mezzogiorno sovraspesa e bassa qualità sembrano andare di pari passo.

Articolo pubblicato il 19 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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