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Quotidiano di Sicilia

Nel 2015 export prodotti non oil +12,3%, crollano i petroliferi (-19,4%)
di Serena Giovanna Grasso

Rapporto congiuntura Res: nei primi nove mesi del 2015 sono stati esportati 2,587 miliardi di euro di prodotti non oil. Per i settori di maggiore specializzazione dell’economia regionale cresce l’agricoltura (+7%)

Tags: Export, Petrolio



PALERMO – Ad accompagnare le stime di crescita di Prodotto interno lordo, consumi, investimenti e occupazione, secondo le elaborazioni contenute all’interno del rapporto Congiuntura Res pubblicato lo scorso 11 febbraio dalla fondazione Res (Istituto di ricerca su economia e società in Sicilia), vi è l’esponenziale crescita delle esportazioni che va di pari passo con un’altrettanto notevole incremento delle importazioni.

Infatti, in Sicilia nei primi nove mesi del 2015 sono stati esportati 2.587 milioni di euro di prodotti non oil, ovvero il 12,3% in più rispetto al 2014. I maggiori incrementi hanno riguardato l’esportazione di apparecchi elettrici (si è passati dai 35,1 milioni di euro del 2014 ai 74,9 milioni di euro del 2015, ovvero il 113,5% in più), sostanze e prodotti chimici (dai 545,1 milioni di euro del 2014 ai 732,2 milioni di euro del 2015, vale a dire il 34,3% in più), prodotti tessili e di abbigliamento (dai 45,7 milioni di euro del 2014 ai 53,5 milioni di euro del 2015, ossia il 17,1% in più) ed infine gomma e materie plastiche (dai 129,2 milioni di euro del 2014 ai 150,4 milioni di euro del 2015, cioè il 16,4% in più).

Relativamente ai settori di maggiore specializzazione dell’economia regionale si confermano in crescita le vendite all’estero di prodotti agricoli (+7%) e degli agroalimentari (+4,5%) rispetto ai primi nove mesi del 2014, a fronte di un andamento pressoché stabile nell’industria estrattiva (-1,1%).

Un crollo fortemente negativo ha interessato l’esportazione di articoli farmaceutici, chimico – medicinali e botanici (passati dai 115,2 milioni di euro del 2014 ai 75,7 milioni di euro del 2015, -34,3%), i coke e i prodotti petroliferi raffinati (si tratta della contrazione più consistente in termini assoluti, dai 4.815,2 milioni di euro del 2014 ai 3.883,4 milioni di euro del 2015, -19,4%) e l’industria manifatturiera (dai 6.746,5 milioni di euro del 2014 ai 6.075,8 milioni di euro del 2015, ovvero il 9,9% in meno).

Perlopiù analogo risulta essere l’andamento delle importazioni: infatti, nei primi nove mesi del 2015 è possibile assistere ad una crescita del 9,7% dei prodotti non oil (dai 2.127,7 milioni di euro del 2014 ai 2.333,7 milioni di euro del 2015), a fronte di una drastica riduzione dei coke e prodotti petroliferi raffinati (-47,1%, dai 2.435,1 milioni di euro del 2014 ai 1.289 milioni di euro del 2015). Le assai marcate penalizzazioni sia in entrata che in uscita del settore di raffinazione petrolifera sono fortemente condizionate dal cedimento del prezzo della materia prima sui mercati internazionali.

La crescita più consistente di importazioni fa riferimento ai mezzi di trasporto (+73,9%), seguono gli articoli farmaceutici, chimico – medicinali e botanici (+36,7%), agricoltura, silvicoltura e pesca (+15,8%) ed infine computer, apparecchi elettronici ed ottici (+9,7%). Mentre d’altra parte, riduzioni di importazioni notevoli afferiscono ai prodotti delle miniere e delle cave (-30%), industria manifatturiera (-22%), apparecchi elettrici (-15,6%) e legno e prodotti in legno (-8,5%).

Infine, concludiamo con le previsioni elaborate dalla fondazione Res relativamente al 2016: l’Istituto di ricerca prevede per l’anno in corso un’ulteriore crescita delle esportazioni siciliane, sostenute dal cambio dell’euro e dalle condizioni della domanda internazionale.

Articolo pubblicato il 31 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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