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Chiude i battenti Sviluppo Italia Sicilia, prosegue il riordino delle partecipate
di Raffaella Pessina

Critiche sulla messa in liquidazione di quella che doveva essere l’agenzia regionale per lo sviluppo economico. L’ex presidente Carmelina Volpe nominata dal presidente Crocetta commissario liquidatore

Tags: Sviluppo Italia Sicilia, Partecipate, Ars, Rosario Crocetta



PALERMO - Piovono critiche sulla messa in liquidazione della partecipata Sviluppo Italia Sicilia. Come è noto lunedì sera, l’assemblea dei soci ha deliberato la messa in liquidazione della società, nominando l’ex presidente Carmelina Volpe commissario liquidatore. La Regione nel 2008 aveva acquisito per 10 milioni di euro il 100 per cento della società che ha 75 dipendenti e un incubatore di imprese a Catania all’interno del quale sono presenti quindici aziende innovative. Doveva essere l’agenzia regionale per lo sviluppo economico, in stretto contatto con la Presidenza della Regione e il Dipartimento per la Programmazione. Su Twitter Fabrizio Ferrandelli commenta: “Crocetta chiude Sviluppo Italia Sicilia e nomina commissario chi ha avuto gravi responsabilità nella cattiva gestione della società. Vergogna”.

Il deputato del Pds-Mpa all’Ars, Giovanni Greco, racconta di come sono andate le cose in commissione Bilancio all’Ars. “Avremmo dovuto discutere la triste sorte che riguarda i 75 dipendenti, per trovare una soluzione concreta. E invece, sia l’assessore Miccichè che il dirigente Bullara del dipartimento Lavoro, non si sono presentati in Commissione Bilancio all’Ars”. “Proprio coloro i quali, in un momento così delicato, sarebbero dovuti essere i primi a cercare di salvare il salvabile – ha aggiunto-  hanno disertato l’audizione.
 
Una mancanza frutto di scelte venute dall’alto. Precisamente da Crocetta che da anni muove scriteriatamente le pedine della scacchiera ignorando i problemi reali che attanagliano la Sicilia”. Critico anche Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia. “La liquidazione di Sviluppo Italia Sicilia rappresenta l’emblema del fallimento della politica delle partecipate del governo regionale, che piuttosto che procedere in questi anni a un programma di razionalizzazione, efficientamento e rilancio, non sta facendo altro che constatare una lenta morte di queste società, che si trascinano dietrodebiti e oneri che graveranno sulle spalle dei siciliani. Quanto sta accadendo dà la dimensione dell’incapacità e dell’assenza di lungimiranza dell’esecutivo Crocetta”.

Ora, secondo l’articolo 32 della legge sul riordino delle partecipate siciliane, il personale dovrebbe confluire all’interno delle altre società. Tra queste la Sas, servizi ausiliari.

Articolo pubblicato il 06 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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