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Catania - Piano di riequilibrio pluriennale, il bando è tutto da rifare
di Desirée Miranda

Ad ammetterlo è l’assessore al Bilancio, Giuseppe Girlando, che dichiara: “Abbiamo sbagliato”. “C’erano cose poco chiare, si trattava di una selezione per un’attività di supporto”

Tags: Catania, Giuseppe Girlando, Enzo Bianco, Bilancio



CATANIA - “Abbiamo sbagliato nella stesura del bando, c’erano delle cose poco chiare. Abbiamo scritto che serviva una proposta di piano quando invece è una selezione per curriculum per una attività di supporto a me. Sono io che redigerò il piano, ma ho bisogno di un esperto che mi coadiuvi”. Così l’assessore al Bilancio del Comune di Catania, Giuseppe Girlando, a proposito del bando per l’affidamento inerente la procedura di riformulazione del Piano di Riequilibrio Pluriennale.

“Non si è presentato nessuno”, dichiara Girlando. Un bando - per un importo di 34 mila 500 euro - che per stessa ammissione dell’amministrazione “è stato fatto male perché di fretta” e che adesso dovrà essere riproposto. “Credo che sarà pronto già domani (oggi per chi legge)”, dice ancora l’assessore un po’ in difficoltà per la gaffe commessa. Non è che il ragioniere generale Roberto Politano abbia fatto tutto da solo per cui è possibile addossargli l’intera responsabilità, “lo abbiamo letto insieme, ma abbiamo peccato di attenzione”, ammette Girlando.

Un problema che si aggiunge ai diversi dubbi manifestati da Calogero Cittadino, ex revisore dei conti proprio al comune di Catania. Secondo Cittadino un po’ tutto non andrebbe bene nel bando, a cominciare dai tempi di validità del bando e dalle competenze di chi lo emette. Sarebbe inoltre del tutto sproporzionata la relazione tra la copertura assicurativa richiesta pari a 5 milioni di euro e il massimale della penalità in 16 mila euro. E ancora, perché scrittura privata non autenticata? Perché non ne vengono individuate le competenze professionali o le corrispondenti attribuzioni dirigenziali? Perché la durata e l’importo del contratto non si stabiliscono chiaramente? E perché il punto relativo ai controlli è così generico?

Domande a cui risponde un po’ stupito l’assessore al bilancio del Comune. Si dice stupito “perché non stiamo parlando di costruire qualcosa per cui chiedo delle professionalità precise e dei risultati quantificabili materialmente. Vogliamo redigere un piano che sia preciso e al meglio per Catania e per questo ho bisogno di un supporto. La selezione dei professionisti sarà quindi fatta sulla base dei curricula tramite cui si dovrà dimostrare la propria professionalità e le esperienze passate in analoghi settori”. In merito ai tempi l’assessore parla di “ovvietà”.

“Il rapporto di collaborazione inizierà subito dopo l’aggiudicazione del bando e si concluderà dopo l’approvazione del bando da parte del Ministero. I controlli burocratici in merito sono ferrei e fino a che non avremo messo la parola fine all’iter sarà a disposizione del Comune di Catania. Per le cifre, inoltre, “non le ho scritte io”, ammette, “ma si tratta di cose standard, è tutto regolare”, sostiene.

Articolo pubblicato il 06 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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