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Riscossione Sicilia: "Francesco Riggio paghi 32 milioni di euro"
di Raffaella Pessina

Questa la richiesta di pagamento presentata da Riscossione Sicilia. L’azione di recupero è legata alla vicenda del Ciapi

Tags: Riscossione Sicilia, Ars, Francesco Riggio, Ciapi, Antonio Fiumefreddo



Riprenderanno solamente martedì prossimo i lavori dell’Assemblea Regionale Siciliana. Nell’ultima seduta, quella di mercoledì scorso, che è durata circa un’ora i parlamentari hanno da più parti stigmatizzato l’assenza del governo anche durante i lavori in commissione. Sono intervenuti Vincenzo Vinciullo (Ncd), Santi Formica di Lista Musumeci e anche il vice presidente dell’Ars, Giuseppe Lupo (Pd),  che ha preso atto dell’assenza degli esponenti della Giunta e chiesto la convocazione di una Conferenza dei capigruppo “per una migliore programmazione dei lavori d’Aula”.

La capogruppo del M5S Angela Foti ha parlato di “sedute fantoccio di un Parlamento che non legifera in assenza del governo”. L’Aula è stata rinviata a martedì 12 aprile alle 16 con all’ordine del giorno il seguito del Ddl sul riconoscimento della professione della subacquea industriale, la valorizzazione del demanio trazzerale, e la mozione di “disdetta dell’accordo finalizzato alla rinuncia ai ricorsi in materia di legittimità costituzionale promossi dinanzi alla corte costituzionale”.

Intanto, Riscossione Sicilia ha presentato ad un deputato regionale la richiesta di pagamento di circa 32 milioni di euro. Si tratta di Francesco Riggio, ex Pd e oggi al gruppo Misto. La richiesta è legata alla vicenda del Ciapi al cui vertice si trovava appunto Riggio. Il Ciapi è l’ente di formazione finito sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti per il finanziamento ultramilionario di un progetto di apprendistato e comunicazione che, secondo l’accusa, non sarebbe mai stato avviato.

Il 14 gennaio scorso Riggio - che ora rischierebbe anche la carica di deputato - era stato condannato dalla sezione d’appello della magistratura contabile a rifondere 3,7 milioni di euro. “Ma non è la sola cifra che deve pagare e vi sono altre responsabilità accertate di cui risponde in solido con altri - ha detto Antonio Fiumefreddo - Riscossione ha già proceduto a iscrivere l’ipoteca sugli immobili, a pignorare l’indennità di parlamentare e a bloccare i beni mobili”.

Il deputato ha presentato opposizione al giudice. Per Fiumefreddo, però “non vale la risposta ‘mi sono rivolto al giudice per avere la sospensione’, perché le cartelle esattoriali sono esecutive per legge”. E c’è un altro aspetto che dovrà essere chiarito: la situazione di Riggio era chiara a fronte della documentazione dell’Agenzia delle Entrate che costituisce il presupposto dell’azione di recupero. “Ma per tre anni - ha detto Fiumefreddo - nessuno si è accorto di nulla. Sono stato io a muovere le acque. Ci sono dei funzionari che dovranno rispondere di questa inerzia e lo faranno davanti alla Procura destinataria di una mia precisa segnalazione”.

Articolo pubblicato il 08 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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