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Quotidiano di Sicilia

La formazione va a piccoli passi, arriva l'ok per sbloccare l'Avviso 7
di Michele Giuliano

Ancora da vedere come si svilupperà invece l’Avviso 3: la Regione va verso un bando-bis. Vedono la luce i percorsi formativi relativi alla seconda e quarta annualità

Tags: Formazione, Avviso 7, Bruno Marziano, Lavoro



PALERMO - In attesa della manovra più importante, relativa all’Avviso 3 ed ai suoi corsi che valgono 167 milioni di euro, in Sicilia si fa qualche piccolo passo in avanti nell’ambito della formazione professionale. è stato pubblicato, sul sito ufficiale dell’assessorato, il decreto del dirigente generale relativo all’Avviso 7 per la realizzazione dei percorsi formativi di Istruzione e Formazione Professionale, seconda e quarta annualità.

Finalità dell’Avviso è dare continuità e sviluppo all’offerta formativa per il conseguimento di una delle 22 qualifiche triennali corrispondenti al ‘Quadro Europeo delle Qualifiche’ (Efq). I corsi sono rivolti a quei giovani che hanno abbandonato precocemente gli studi ed intendono conseguire un titolo professionale in grado di aumentare le opportunità di trovare un lavoro e che hanno frequentato con successo il primo anno dei percorsi di istruzione e formazione professionale o abbiano concluso il percorso triennale Iefp nelle istituzioni scolastiche (in sussidiarietà complementare) conseguendo una qualifica di operatore e vogliono frequentare il quarto anno per conseguire il diploma professionale di tecnico tra le 21 qualifiche quadriennali richiamate dalle ‘Linee Guida regionali’.

Le risorse destinate all’Avviso ammontano a 8 milioni e mezzo di euro, ripartite tra seconda annualità 2016/17 (7 milioni e mezzo) e quarta annualità 2015/16 (il restante milione di euro). “Stiamo lavorando alacremente per avviare e completare tutti i percorsi di istruzione e formazione professionale - afferma l’assessore regionale alla Formazione, Bruno Marziano -poiché riteniamo indispensabile non solo rimettere in moto un sistema che spesso si è arenato o funzionato al rallentatore, ma renderlo efficiente per dare certezze ai giovani che necessitano di acquisire competenze professionali utili all’inserimento nel mondo del lavoro ed agli enti di formazione ed alle istituzioni scolastiche che devono poter programmare serenamente le loro attività”.

Intanto è addio definitivo all’Avviso 3: è stato infatti revocato, anche se la notizia circolava insistentemente da giorni seppur mai confermata dallo stesso Marziano. L’assessore in realtà ha tentato sino alla fine di tenere in piedi l’Avviso o comunque trovare una forma alternativa per evitare una nuova infinita trafila dettata dai tempi burocratici per la ripubblicazione di un nuovo piano. Ci si è però dovuti arrendere di fronte all’evidenza che con una sospensiva del Tar dell’Avviso e un ricorso quindi ancora pendente non era possibile andare avanti e rischiare un annullamento dell’attività formativa che avrebbe comportato un ritiro dei fondi stanziati dall’Ue per finanziare proprio l’Avviso 3.

“Stiamo già predisponendo in assessorato un altro bando per l’Avviso 3 - evidenzia Marziano - e contiamo di ripartire già dal prossimo settembre”. Il tempo passa e con esso anche gli annunci dell’imminente avvio dell’attività formativa, spostata di trimestre in trimestre. In realtà oggi in tanti sostengono che già si aspettavano questo prolungato blocco.
 

 
Il nuovo Avviso 3 con le parti impugnate al Tar eliminate
 
Marziano però difende la bontà della sua azione amministrativa nella proposizione di un Avviso 3 il cui assetto era totalmente diverso al passato: si prevedeva infatti uno stanziamento in base al numero di dipendenti di ogni ente: “Il ricorso era avverso un sistema e una modalità - sostiene - con cui avevamo pensato all’ultimo grande Avviso della formazione professionale prima della riforma. Questo ha messo in discussione l’equilibrio dopo un’interlocuzione che garantiva i lavoratori dentro il sistema. Sia quelli assunti prima del 2008 che dopo”.
Insomma, si voleva fare contenti tutti ma il tribunale amministrativo non lo ha permesso evidenziando un aspetto che spesso sfugge alla classe politica siciliana: non si possono dare soldi a pioggia ma dietro criteri che tengano conto della qualità dei servizi con i fondi europei. Quello che è stato deciso ora è la revoca dell’Avviso con una riproposizione bis, nel senso che sono state eliminate le parti in cui si fondava il ricorso. Quindi nei nuovi criteri di finanziamento non si terrà più conto del numero dei dipendenti: “Protocolli d’intesa o contratto integrativo, affidiamo a enti e sindacati la tutela che nell’Avviso era normata - conclude l’assessore regionale -. Enti che non hanno lavoratori, consistenza tecnica e strutture non saranno finanziati”.

Articolo pubblicato il 21 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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