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Qualità Pubblica amministrazione, Sicilia fra le 30 peggiori regioni Ue
di Dorotea Di Grazia

Elaborazione dell’Ufficio studi della Cgia sui risultati di un’indagine condotta dall’Ue a livello territoriale. L’Italia è il Paese che presenta, al suo interno, la più ampia variabilità dell’indice specifico, tra le prime regioni del Nord e le ultime del Sud.

Tags: Pubblica Amministrazione, Ue



CATANIA - La qualità della Pubblica amministrazione in Sicilia è valutata negativamente dai cittadini. Questo è quanto emerge dalla classifica elaborata dall’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, analizzando i risultati dell’indagine condotta dall’Ue sulla qualità della Pa a livello territoriale.

Le domande rivolte ai cittadini su condizioni dei servizi pubblici, imparzialità con la quale questi sono assegnati e corruzione hanno permesso di delineare l’Indice della qualità della Pubblica amministrazione. Dallo studio emerge che i servizi pubblici esaminati a livello regionale, ad esempio formazione e sanità, sono quelli con maggiore inclinazione “territoriale” e che l’Indice a livello nazionale tiene conto anche di servizi generali, come la giustizia.

Riguardo il Mezzogiorno, il quadro generale delineato anche grazie all’Eqi (European quality index) è disastroso, a iniziare dall’Abruzzo (-1,097) e fino a quelli più negativi di Puglia, Molise e Calabria sino alla Campania (con il risultato peggiore cioè -2,242) e la Sicilia. Quest’ultima presenta un’indice europeo sulla qualità della Pubblica amministrazione (Eqi 2013) di -1,588 e la sua posizione rispetto alle regioni europee considerate è la 185.ma su 206 posizioni in totale.

Il Nord invece si conferma la regione che ottiene il gradimento maggiore da parte dei cittadini: le due Province autonome del Trentino Alto Adige (indici superiori a 1) e le due Regioni a Statuto speciale del Nord (Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta) presentano un indice maggiore di zero, cioè superiore alla media delle 206 regioni europee.

Il finanziamento dell’Eqi nel 2013 rientra nel settimo Programma quadro della Commissione europea ed è incluso in Anticorp, un consorzio di ricerca sulla lotta alla corruzione. È la prima fonte di dati che permette ai ricercatori europei di mettere a confronto la qualità della Pa tra i paesi e in un contesto regionale. L’edizione Eqi 2013 (l’ultima disponibile) ha permesso di ampliare il raggio d’azione, prendendo in esame 206 regioni attraverso un sondaggio a più di 85 mila cittadini: è la più importante indagine sub-nazionale incentrata sullo “stato di salute” della Pubblica amministrazione.

Secondo quanto fa sapere il coordinatore dell’Ufficio studi, Paolo Zabeo, “il quadro dipinto dall’indice europeo mostra come l’Italia sia il Paese che presenta, al suo interno, la più ampia variabilità in termini di qualità della Pa, tra le prime regioni del Nord e le ultime del Sud. SI pensi che, secondo quanto indicato dal Fondo monetario internazionale, se l’efficienza del settore pubblico si attestasse sui livelli ottenuti dai primi territori italiani, la produttività di un’impresa media potrebbe crescere del 5-10% e il Pil italiano di due punti percentuali, ovvero di 30 miliardi di euro”. Proprio questo distacco di qualità amministrativa tra Nord e Sud è la causa del posizionamento negativo dell’Italia nella classifica, con il suo 17° posto e l’indice negativo (-0,930) che è molto lontano dalla media europea (stabile a zero).

Nella tabella sulla qualità della Pa inerente alla migliore e alla peggiore regione di ogni Paese, in Italia la provincia di Trento con il suo +1,043 è la regione valutata più positivamente, mentre la Campania è la regione valutata più negativamente.
Nella classifica sulle peggiori 30 regioni europee, la Sicilia è al 22° posto; peggio di essa fanno solo Lazio, Basilicata e Sardegna. Ma la notizia ancora più deprimente è che tra le migliori 30 regioni europee non è presente nessun territorio italiano.

La rinascita della Pubblica amministrazione dell’Italia, e della Sicilia in particolar modo, può avvenire grazie alle indicazioni fornite dai cittadini che sono i primi fruitori dei suoi servizi, e prendendo spunto dagli enti pubblici europei più virtuosi, in modo da raggiungere il loro standard qualitativo.

Articolo pubblicato il 21 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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