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Rosario Crocetta: "Nessuno scontro con Ardizzone"
di Raffaella Pessina

Bufera alla vigilia della visita di Renzi a Palermo e Catania per firmare i Patti. Polemica sull’ennesima impugnativa operata da Roma

Tags: Giovanni Ardizzone, Rosario Crocetta, Ars, Leoluca Orlando



PALERMO - Ha creato non poco scompiglio l’impugnativa operata da Roma sulla riforma delle province, proprio alla vigilia  della visita in Sicilia del Premier Matteo Renzi. Il presidente del Consiglio è atteso infatti oggi  a Palermo e a Catania per firmare patti per circa un miliardo di euro con i sindaco Orlando e Bianco, i quali però non sarebbero più titolati e firmare i patti. è questo in nodo dell’impugnativa del consiglio dei Ministri.

“Data la particolare situazione delle città metropolitane della Regione siciliana, per le quali il sindaco della Città metropolitana non risulta ufficialmente rappresentare i territori metropolitani - scrive la segreteria tecnica del sottosegretario alla Presidenza Claudio De Vincenti - si chiede cortesemente di poter disporre delle leggi regionali di riferimento e di formulare un’eventuale proposta che legittimi il sindaco alla sottoscrizione del Patto. Ad esempio, si propone: ‘Il sindaco della Città di Palermo, consultati i sindaci dei Comuni dell’area metropolitana ed avendone ricevuta l’investitura, è delegato a rappresentare l’intera area della Città metropolitana ai fini della sottoscrizione del presente Patto’”. Lo stesso sistema in effetti lo si è utilizzato per il Pon Metro, in fase avanzata di sviluppo. Enzo Bianco spiega come, “nonostante in Sicilia la definizione degli organismi delle città metropolitane “sta subendo un dannoso ritardo”, la Città metropolitana “rappresenta in ogni caso una realtà già identificata dalla legge e di fatto. E il governo, come per il Pon Metro, ha individuato Catania come soggetto pienamente legittimato alla sottoscrizione del Patto redatto grazie a numerosi incontri con la presidenza del Consiglio dei ministri”.

Leoluca Orlando, sindaco del capoluogo e presidente dell’Anci Sicilia punta il dito contro “lo stato di calamità istituzionale della Regione che viene evidenziato e confermato dalla ennesima impugnativa di una legge regionale e i cittadini siciliani subiscono le conseguenze di una riforma annunciata tre anni fa e che ha soltanto prodotto “commissariomania” e cancellazione di servizi con disastrosi dissesti finanziari”.

Dal canto suo il Governatore Crocetta ha precisato di non aver nessuno scontro sulle città metropolitane né con il Presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone e tanto meno con i sindaci Bianco o Orlando. “Per ben tre volte il governo ha presentato all’Ars la norma che prevedeva che la governance delle città metropolitane fosse affidata ai sindaci deicapoluoghi – scrive in una nota Crocetta - E per tre volte la norma è stata bocciata dal Parlamento con voto segreto. Quindi l’impugnativa non riguarda una scelta del governo ma del Parlamento. Prendo atto che alcuni rappresentanti di aree politiche parlamentari, che sono stati sempre contrari al fatto che il sindaco della città metropolitana coincidesse con quello del capoluogo, sono oggi disposti a discutere su quella norma per risolvere il problema col governo. Saremmo felici se tutto ciò avvenisse. Se nel Parlamento si dovesse registrare tale volontà – aggiunge Crocetta – si potrà proporre la norma e approvarla. Se tale legge non sarà modificata, fisseremo comunque la data per le elezioni dei sindaci, perchè una questione di forma relativa alla scelta del sindaco, non può bloccare la costituzione delle città metropolitane. Per quanto riguarda il patto per le città, - dice ancora il governatore – la Regione ritiene corretto che a firmarlo siano i sindaci dei capoluoghi”.

Il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone ha convocato la conferenza dei capigruppo martedì prossimo per stabilire le modifiche da apportare alla legge sulla governance dei liberi consorzi prima che sull’impugnativa annunciata si pronunci la Corte costituzionale. Nel frattempo è saltata la riunione della commissione Bilancio dell’Ars che avrebbe dovuto  iniziare a valutare gli emendamenti ai disegni di legge stralciati dalla mini finanziaria. La riunione è stata rinviata alla prossima settimana per l’assenza della maggior parte dei deputati.

Articolo pubblicato il 30 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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