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Quotidiano di Sicilia

Fonti rinnovabili: "Via barriere all'autoproduzione"
di Bartolomeo Buscema

È questo il tema centrale del confronto pubblico aperto da Legambiente in un recente convegno. La recente riforma sulle tariffe elettriche riduce convenienza di famiglie e imprese

Tags: Rinnovabili, Energia, Legambiente



CATANIA - Oggi, in campo energetico c’è una nuova parola: prosumer. Cioè chi è al tempo stesso produttore e consumatore di elettricità. Una figura di utente –produttore che, secondo i tecnici, è la chiave di volta di un nuovo modello di  sviluppo energetico basato sulla generazione  distribuita sul territorio di energia elettrica.

Ma, oggi, autoprodurre energia elettrica non è così facile. Come s’intuisce dal titolo di un recente convegno di Legambiente “Liberiamo in Italia l’autoproduzione da energie pulite”. Un titolo che subito rimanda alla recente  riforma delle tariffe elettriche che di fatto riduce la convenienza delle famiglie e delle imprese ad utilizzare energia autoprodotta con le fonti  rinnovabili. Ed è per questo motivo che l’associazione ambientalista vuole aprire un confronto pubblico per l’eliminazione delle barriere all’autoproduzione nell’interesse di famiglie e imprese.

Il punto nodale riguarda gli oneri di sistema che si pagano in bolletta, per ora quasi esclusivamente sull’energia prelevata dalla rete. Si capisce bene come ci sia un timore dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (Aeegsi) che un’autoproduzione spinta possa ridurre la platea di coloro che partecipano al pagamento di tali oneri. Per fare un esempio per le normali utenze fino a 3 kW residenziali, in media il costo unitario degli oneri di sistema è di circa 34 €/MWh per i consumi fino a 1800 kWh/anno, e di 75 €/MWh per i consumi fra i 2640 kWh e i 4440 kWh /anno. Per tentare un dialogo costruttivo che porti a una migliore regolamentazione dell’autoproduzione, Legambiente ha presentato una proposta che riassumiamo nei seguenti punti essenziali.

1) All’interno degli edifici deve essere consentita la distribuzione di energia elettrica autoprodotta da fonti rinnovabili attraverso reti private che riducono il numero di scambi con la rete esterna.

2) è necessario incentivare l’accumulo di energia e la possibilità di sottoscrivere contratti di prelievo e immissione programmabili da parte dei singoli produttori.

3) Tra aziende limitrofe deve essere consentito, sulla base di precise regole e norme, attraverso reti private, lo scambio di energia elettrica prodotta da impianti da fonti rinnovabili o in cogenerazione ad alto rendimento. In questo caso la cessione dell’energia elettrica dovrebbe essere regolata da contratti di vendita diretta tra privati sulla base di accordi bilaterali nel rispetto delle condizioni di sicurezza e stabilità del servizio.

4) Le Amministrazioni Pubbliche devono poter utilizzare la rete elettrica per lo scambio di energia prodotta da impianti da fonti rinnovabili tra edifici di proprietà. Gli Enti locali possono usufruire per gli impianti posizionati su edifici di loro proprietà del servizio di scambio sul posto dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e in cogenerazione ad alto rendimento a copertura dei consumi di proprie utenze, senza tener conto dell’obbligo di coincidenza tra il punto d’immissione e i punti di prelievo dell’energia scambiata con la rete ed esonerando tali sistemi dal pagamento degli oneri di rete e di sistema.

5) Le utenze domestiche, fino a 20 kW di potenza di picco installata, devono poter beneficiare di vantaggi fiscali e semplificazioni nell’autoproduzione da fonti rinnovabili .Un possibile vantaggio potrebbe essere proprio quello legato agli oneri di sistema che andrebbero pagati solo sul prelievo di elettricità dalla rete pubblica e non sull’energia autoprodotta.

Articolo pubblicato il 07 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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