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Quotidiano di Sicilia

Porti siciliani, il trasporto che sarà
di Rosario Battiato

Ritrovata centralità del “mare nostrum” nel commercio: area per la connessione tra le reti europee e mediterranee. Misure: ferro e marebonus, ultimo miglio ferroviario, sportello unico doganale, norme per escavi e dragaggi

Tags: Porto, Sicilia



PALERMO – Un pacchetto per rilanciare la competitività del sistema portuale e logistico nazionale. Alla fine di aprile, in occasione del primo forum nazionale dedicato a questi temi tenuto a Bari, non si è parlato soltanto del piano nazionale strategico promosso dal ministero delle Infrastrutture, ma anche delle altre iniziative adottate per il sistema mare. Il ministro Delrio ha elencato le misure intraprese o in fase di avvio: incentivi ferrobonus e marebonus, collegamenti ferroviari con i porti, sportello doganale unico e sdoganamento in mare, regolamento per le concessioni, semplificazione della normativa per escavi e dragaggi.

L’obiettivo è portare l’Italia, e anche la Sicilia, al centro degli incroci tra la Ten-t e la Tmn-t, cioè le reti di trasporto transeuropee e transmediterranee. In questa direzione il mare nostrum pare ormai destinato a riappropriarsi di un ruolo centrale nello scacchiere del commercio internazionale, godendo del raddoppio del Canale di Suez (inaugurato nell’agosto del 2015) e dell’inevitabile crescita nella movimentazione delle merci nell’area. Il governo nazionale, a tal proposito, sta procedendo speditamente con la definizione di diversi documenti programmatici in materia infrastrutturale: piano strategico nazionale della portualità e della logistica, programma operativo nazionale infrastrutture e reti 2014-2020 e il masterplan del Mezzogiorno (nelle scorse settimane firmati i patti territoriali con Catania e Palermo).

Diverse le misure particolareggiate già previste. Per ferrobonus e marebonus – stanziati rispettivamente 138,4 e 60 milioni di euro tra il 2016 e il 2018 – i bandi sono attesi entro la prossima estate e si prospettano ritorni importanti. Lo ha spiegato Francesco Benevolo, direttore operativo della Rete autostrade mediterranee (società in house del Mit che promuove l’attuazione del programma nazionale delle autostrade del mare), che attende risultati nell’ottica di una riduzione dello “squilibrio modale e favorire l’uso di modi di trasporto delle merci più efficienti ed economicamente più sostenibili”. Non si esclude che queste misure, come ha sottolineato Antonio Cancian, presidente di Ram, possano rientrare in un eurobonus da sviluppare sul modello di questi incentivi nazionali.

Nella direzione dell’incremento di competitività del vettore ferroviario per i trasporti terrestri da e per i porti, nell’ambito del Contratto di Programma fra ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Rfi, c’è un un programma di investimenti per circa 1,5 miliardi di interventi “leggeri”. Lo ha ribadito Maurizio Gentile, ad di Rfi, che ha inoltre illustrato le strategie per lo sviluppo dell’”ultimo miglio ferroviario” che consiste, tra le altre cose, nella manovra e movimentazione di vagoni merci, l’ottimizzazione dei trasporti terminali su rotaia.

Altri passaggi hanno riguardato lo sportello unico doganale – oltre 3.500 navi dal febbraio 2014 hanno utilizzato la procedura di sdoganamento in mare o pre-clearing, attiva in 17 porti tra cui Palermo – e l’iter di riforma delle concessioni demaniali in dirittura di arrivo che permetterà “un più stretto coordinamento – riportiamo dalla nota del ministero – con i principi della disciplina in materia di contratti pubblici”. Semplificate anche le norme per escavi e dragaggi.

Articolo pubblicato il 13 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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