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Tito Boeri su Unioni civili: "Aggravio costi sostenibile"
di Redazione

Il presidente Inps: “Da pensioni reversibili impatto su conti di qualche centinaio di mln”

Tags: Unioni Civili, Inps, Tito Boerio



ROMA - “C’è un impatto sui conti, ed è inevitabile che ci sia, ma è nell’ordine di qualche centinaio di milioni di euro ed è quindi sostenibile”. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, rispondendo ad una domanda sull’impatto delle nuove norme della legge sulle unioni civili in merito alla reversibilità delle pensioni per le coppie gay.

Boeri ha sottolineato, a margine della presentazione del Rapporto Favo sull’assistenza dei malati oncologici, che “c’è sicuramente un aggravio dei costi per il sistema, ma non dell’entità che è stata paventata”. “Abbiamo fornito - ha spiegato il presidente dell’Inps - alcuni elementi di valutazione alla commissione parlamentare ed i costi non si sono rivelati così elevati. Sono sostenibili. Ci siamo infatti allineati - ha concluso - all’esperienza tedesca, perché la legislazione tedesca era simile a quella italiana”.

Intanto il centrodestra ha aperto la battaglia referendaria contro la legge sulle unioni civili approvata a Montecitorio. Un gruppo di parlamentari di centrodestra, in conferenza stampa alla Camera dei Deputati, ha presentato una serie di iniziative per l’indizione di un referendum abrogativo in materia di unioni civili.

Tra questi i parlamentari Eugenia Roccella, Gaetano Quagliariello e Carlo Giovanardi di Idea, Maurizio Gasparri e Lucio Malan di Forza Italia, Gian Marco Centinaio e Nicola Molteni della Lega, Francesco Bruni e Lucio Tarquinio dei Conservatori e Riformisti, Fabio Rampelli ed Edmondo Cirielli di Fratelli d’Italia, Gian Luigi Gigli e Mario Sberna di Ds-Cd, Guglielmo Vaccaro di Italia Unica e il presidente della Commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi.

Dall’altra parte c’è chi è scontento della legge, così come è stata approvata. “Aver eliminato dalla legge sulle unioni civili ogni riferimento a famiglia e la stepchild adoption “rappresentano un vulnus per me difficile non solo da accettare, ma anche da giustificare pubblicamente”. Sono state queste le parole di Michela Marzano, deputata e docente alla Sorbona, con le quali ha motivato e ufficializzato in una lettera a Ettore Rosato la sua decisione di lasciare il gruppo del Pd. La lettera, pubblicata sul sito di “La Repubblica”, è stata rilanciata dalla parlamentare nella sua pagina Facebook.

Una scelta di coerenza che la parlamentare aveva già preannunciato nei giorni scorsi (voterò sì alla legge ma poi mi dimetterò, aveva detto) e che aveva provocato diversi inviti da parte dei dem a ripensarci. Oggi, però, è arrivato l’addio definitivo. “Sui temi dei diritti e dell’etica - scrive la docente universitaria e filosofa nella lettera di dimissioni inviata al capogruppo Ettore Rosato - ho sempre detto e difeso gli stessi valori e gli stessi principi. E non me la sento, oggi, di non essere coerente con me stessa e con le mie battaglie per opportunità politica. Lo so che, sulla unioni civili, non si poteva forse fare diversamente e considero che sia importante per l’Italia avere finalmente una norma che garantisca e protegga le persone omosessuali. Aver però eliminato ogni riferimento a ‘famiglia’ e ‘familiare’ - parlando delle unioni civili come una semplice ‘specifica formazione sociale’ - e aver stralciato la ‘stepchild adoption’ rappresentano un vulnus per me difficile non solo da accettare, ma anche da giustificare pubblicamente”.

Articolo pubblicato il 13 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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