Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia  su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Università in "declino" in Sicilia, un terzo emigra
di Redazione

Dati rapporto Res: al Sud iscritti ridotti di oltre 66 mila (-20%). Il 30% degli immatricolati meridionali al Centro-Nord

Tags: Università



PALERMO - Parlano senza mezzi termini del “più grande disinvestimento nella storia della formazione superiore”. Secondo l’ultimo rapporto della Fondazione Res, istituto di ricerca su economia e società in Sicilia (presieduto dall’ex ministro per la Coesione territoriale nel governo Letta Carlo Trigilia), che studia temi di particolare rilievo per lo sviluppo locale e regionale, negli ultimi sette anni “l’università italiana si è ridotta del 20%”.

L’indagine condotta dall’economista dell’Università di Bari Gianfranco Viesti, dall’emblematico titolo “Università in declino”, evidenzia infatti alcuni numeri allarmanti: negli atenei sono spariti studenti, docenti, corsi di studio; il finanziamento pubblico è stato tagliato di 1,1 miliardi da Berlusconi-Gelmini-Tremonti che non sono stati mai più rifinanziati. Nei primi sette anni della crisi, inoltre, l’Italia ha investito meno di 7 miliardi nella sua università, mentre la Germania 26. L’Italia ha tagliato gli investimenti del 22%, la Germania li ha aumentati del 23%.

Il volume realizzato con il contributo di ricercatori appartenenti a diverse istituzioni, analizza a fondo queste tendenze, indaga sulle cause e sui processi che ne hanno prodotto gli esiti e ne valuta le implicazioni per politiche più efficaci e consapevoli. Se è vero che il declino dell’università è una questione nazionale, per esempio, una serie di fenomeni preoccupanti si concentrano maggiormente al Sud, dove si acuiscono le differenze rispetto al Nord del paese. Si tratta, secondo Trigilia e Viesti, di un “nuovo divario”, perché, a differenza di altri fenomeni economici e sociali, esso prende forma soprattutto a partire dagli anni settanta, con il passaggio dall’università d’élite a quella di massa.

I risultati di questa tendenza sono allarmanti: gli studenti immatricolati si sono ridotti di oltre 66mila (-20%); i docenti sono scesi a meno di 52mila (-17%); il personale tecnico amministrativo a 59mila (-18%). La metà del calo delle immatricolazioni è al sud. Il 30% degli immatricolati meridionali si iscrivono al Centro Nord. In Sicilia ormai quasi un terzo emigra, a fronte di meno di un sesto nel 2003-04.

Ne scaturisce l’immagine di un’università in declino, con un peso e un ruolo fortemente ridimensionati rispetto a quanto accade nel resto dei paesi avanzati, dove il tema dell’istruzione e della formazione di capitale umano qualificato è sempre più riconosciuto come fattore cruciale per uno sviluppo economico solido e capace di coesione sociale.

Trigilia e Viesti presenteranno per la prima volta a Catania il nuovo rapporto Res, nella sede della Scuola Superiore dell’Ateneo (Villa San Saverio, via Valdisavoia 9), oggi 17. Introdurranno l’incontro il rettore Giacomo Pignataro e il presidente della Scuola Francesco Priolo, modererà i lavori il prof. Maurizio Caserta, docente del dipartimento di Economia e Impresa.

Articolo pubblicato il 18 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus