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Quotidiano di Sicilia

Macellazione abusiva, Crocetta sfida la Mafia
di Raffaella Pessina

Il presidente: “Vero e proprio sistema. La Sicilia sarà rivoltata come un guanto”. Lumia (Pd): “Bene commissione per controllare settore”

Tags: Ars, Macellazione, Mafia, Rosario Crocetta, Giuseppe Antoci



PALERMO - Conferenza stampa ieri nella mattinata del Presidente della Regione Rosario Crocetta a Palazzo D’Orleans sul tema del businness che ruota attorno alla macellazione in Sicilia. Crocetta ha detto ai giornalisti che “Attorno alle macellazioni della carne c’è un business miliardario. Il mercato della macellazione è in mano a Cosa nostra”.
 
La conferenza stampa è stata indetta a seguito degli ultimi sviluppi del contrasto alla macellazione abusiva della carne. “Abbiamo il sospetto – ha proseguito Crocetta - che medicinali non autorizzati vengano dati al bestiame macellato per risparmiare e che alcuni di questi medicinali contengano sostanze nocive per la salute umana. Costano meno ma fanno male all’uomo. Sappiamo che ci sono varie inchieste su questo fronte in diverse Procure e sappiamo che c’è attenzione seria da parte degli inquirenti”.

Si parla di un sistema che è “in grado  di coinvolgere centri veterinari e segmenti della macellazione spesso vicini alla mafia”, avvalendosi anche “di gravi omissioni nei controlli” da parte di comparti della Regione.

Tutto è partito dopo l’agguato al presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci. Crocetta aveva promesso che avrebbe rilanciato con un atto di guerra (che adesso assume le forme di una denuncia), annunciando una rotazione del personale regionale in relazione a omessi controlli e  un decreto firmato con l’assessore alla Salute Baldo Gucciardi “che fa scattare una risposta straordinaria a un momento straordinario, con controlli e ispezioni a tappetto, e l’avvio di una commissione ispettiva che avrà anche il compito di intervenire con provvedimenti sostitutivi ogni volta che si ravvisano anomalie e omissioni. Non ci si limiterà al Messinese, ai Nebrodi e a Sant’Agata di Militello – ha promesso il presidente - ma sarà tutta la Sicilia a essere rivoltata come un guanto”.

“Chi sbaglia pagherà”, ha avvertito Crocetta che ha aggiunto: “È certo che vengono immesse sul mercato siciliano carni infette e che anche i furti di bestiame sono finalizzati a questo grossissimo affare, con l’utilizzo di farmaci non utilizzati che temiamo siano nocivi per l’uomo”.  “Non potevamo aspettare la conclusione delle indagini – ha concluso - dovevamo adottare misure di prevenzione della salute umana. La mafia non si preoccupa della salute dei cittadini. Ci vuole un’indignazione di massa, perché la mafia non fa solo danno a questo o a quello ma a tutto il popolo siciliano”. Plaude alle iniziative del Governo regionale in merito a questa vicenda il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia. “Hanno fatto bene il presidente Crocetta e l’assessore Gucciardi ad istituire una commissione composta da persone altamente qualificate, come il dott. Di Marco, per controllare il settore dell’allevamento e della macellazione degli animali, al fine di garantire la salute dei cittadini”. “Quello della carne – ha aggiunto– è un mercato infiltrato dalla mafia e in cui sono diffuse attività illegali, che mettono a rischio la sicurezza alimentare dei consumatori. A tal proposito il 7 aprile scorso ho presentato un’interrogazione dettagliata al governo, in cui spiego gli affari di Cosa nostra e il commercio delle carni infette in provincia di Messina”. “Con questa commissione – conclude Lumia – gli addetti ai lavori onesti avranno un punto di riferimento istituzionale per promuovere percorsi produttivi di legalità e sviluppo sano”.

Articolo pubblicato il 21 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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