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Quotidiano di Sicilia

Come Dop e Igp arricchiscono la Sicilia
di Serena Giovanna Grasso

Ismea e Fondazione Qualivita:il pistacchio verde di Bronte Dop e il pomodoro di Pachino Igp spiccano per il valore (7 e 5 mln di €)

Tags: Igp, Sicilia, Dop



PALERMO – Un settore in continua espansione in cui la Sicilia riveste una posizione di tutto riguardo è quello relativo alla produzione di cibi Dop (Denominazione di origine protetta) e Igp (Indicazione geografica protetta). Secondo il tredicesimo rapporto sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole Dop e Igp recentemente diffuso da Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) e Fondazione Qualivita, nel 2015 è stata prodotta una quantità certificata pari a 1,47 milioni di tonnellate di prodotti “food” e 23 milioni di ettolitri per il comparto “wine”, per un valore complessivamente ammontante a 13,4 miliardi di euro (ovvero circa il 4% in più rispetto all’anno precedente).

Con particolare riferimento allo scenario siciliano, una presenza decisamente marcata si rileva nel settore ortofrutticolo e in quello relativo alla produzione di olio di oliva. In entrambi i casi più di una provincia siciliana riesce a guadagnarsi un posto entro le prime venti posizioni per maggior impatto economico. In particolare, tra le prime venti province per impatto economico nella produzione di prodotti ortofrutticoli Dop e Igp è possibile trovare Catania, Siracusa e Trapani, rispettivamente al quarto, quinto e diciottesimo posto, in ordine con 8,4, 7,4 e 2,4 milioni di euro. Sebbene il capoluogo etneo si collochi ben in quarta posizione, è necessario osservare un calo del valore prodotto ammontante al 47% rispetto all’anno precedente. Nel caso di Siracusa vi è una sostanziale stabilità rispetto al 2014, con una perdita del 4,1%. Mentre Trapani in un solo anno vede più che raddoppiato il valore della propria produzione (+55,4%).

In generale, la categoria degli ortofrutticoli rappresenta ben il 38% del comparto “food” come numero di prodotti certificati, ma il peso economico appare assai più ridotto (7% valore totale food), fenomeno riconducibile al valore medio unitario più basso dell’ortofrutta rispetto a quello dei prodotti di origine animale e di quelli di derivazione vegetale soggetti a lavorazione. Per la Sicilia sono il pistacchio verde di Bronte Dop e il pomodoro di Pachino Igp i prodotti a spiccare per il maggiormente consistente valore di produzione (rispettivamente 7 e 5 milioni di euro).

Relativamente alla produzione di olio Dop e Igp, tra le prime venti province per impatto economico spiccano Palermo ed ancora una volta Trapani (rispettivamente alla seconda e sedicesima posizione), con 3,19 e 1,2 milioni di euro. Stavolta però Trapani registra una modesta riduzione nel valore della produzione rispetto al 2014 (-22,2%), mentre la provincia di Palermo incrementa del 27,9%.

La categoria degli oli di oliva rappresenta il 15% del comparto “food” per numero di prodotti, ma ha un’incidenza molto bassa in termini di valore, circa l’1%. I primi dieci prodotti assorbono una grande quota sia in termini di produzione certificata (90%) sia per valore (89%), con variazioni sensibilmente diverse rispetto al 2014 fra le denominazioni. E proprio tra i primi dieci prodotti figurano ben tre oli siciliani: in particolare, Val di Mazara Dop, Monti Iblei Dop e Valli Trapanesi Dop.
 


Sicilia quinta regione per imbottigliamento di vini Dop e Igp
 
PALERMO – Performance ugualmente positive interessano la Sicilia relativamente alla produzione nel comparto wine. Infatti, tra le prime dieci Igp per produzione certificata figura al secondo posto “Terre siciliana Igp” con 1,2 milioni di ettolitri prodotti, equivalenti a 94,3 milioni di euro. Anche per quel che riguarda la produzione di vini Dop la Sicilia non delude collocando anche in questo caso tra le prime dieci posizioni un proprio esponente: ovvero, il  Sicilia Dop, con una produzione pari a 212 mila ettolitri. Considerando complessivamente il volume di vini Dop e Igp imbottigliati, la Sicilia si colloca alla quinta posizione con 1.507.000 litri imbottigliati. Fanno di meglio solo Veneto (6.649.000 litri imbottigliati), Emilia Romagna (2.390.000 litri), Toscana (1.984.000 litri) e Piemonte (1.900.000).
Nelle restanti regioni si osservano valori residui rispetto a quelli già citati, segno che la produzione e relativo imbottigliamento di vini Dop e Igp tende ad essere maggiormente concentrata nelle cinque regioni di cui si è già fatto cenno. Relativamente all’export, nel 2015 è stato raggiunto  un volume complessivo pari a 13,5 milioni di ettolitri (+3% rispetto al 2014) per un introito pari a 4,3 miliardi di euro (+4%), con un incremento del valore pari al 30% negli ultimi cinque anni.

Articolo pubblicato il 25 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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