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Boom voucher: +45,6 per cento
di Redazione

L’aumento dell’occupazione deriva da prestazioni a tempo determinato. I settori commercio e turismo principali utilizzatori

Tags: Lavoro, Inps, Voucher, Occupazione



Milano - Qualche giorno fa l’ISTAT ha aggiornato i dati previsionali per l’economia italiana 2016. A livello economico, il PIL italiano dovrebbe crescere dall’0,8% al 1,1%. Parte della crescita è alimentata dall’aumento positivo della domanda interna, di circa 1,3 punti percentuali.

Segnali positivi si riscontrano anche in termini di crescita dell’occupazione. Già nel 2015 la situazione è migliorata, anche se a ritmi molto contenuti. L’occupazione ha registrato una variazione dello 0,1% e la disoccupazione è diminuita passando dall’ 11,6 % di gennaio all’ 11,4% di marzo.

“Seppure i dati sembrino confortanti, da un’analisi approfondita si evince che in realtà esistono ancora delle problematiche per il mondo del lavoro. Riprendendo i numeri, la riduzione della disoccupazione non si è trasformata in occupazione, almeno non nella medesima proporzione in termini percentuali - 0,1% contro la diminuzione della disoccupazione del 0,2% - spiega Simone Colombo, consulente del lavoro ed esperto di direzione del personale in outsourcing - Parte di quei lavoratori teorici si sono trasformati in inattivi, ovvero persone che sono uscite volontariamente dal mercato del lavoro”. 

Sia la ricerca Istat che i dati INPS parlano di una diminuzione delle nuove assunzioni a tempo indeterminato per il 2016. In sostanza, la riduzione degli incentivi ha frenato questo tipo di contratti a favore di contratti precari a tempo determinato.

“La realtà è che il precariato sta aumentando di nuovo, stavolta attraverso riutilizzo di contratti a tempo determinato. Significativo in questo senso è il dato relativo al considerevole utilizzo dei voucher lavoro per prestazioni occasionali (aumentati del 45,6%). Secondo i dati INPS, il settore commercio occupa il 17,5%  dei numero di voucher venduti, mentre il settore turismo il 13,6%. Insieme gli esercizi rappresentano quindi il 30% del numero complessivo di voucher venduti. Se l’età media degli utilizzatori inizialmente era tra i 50-60 anni, dal 2014 ad oggi si è sensibilmente ridotta a 36 anni.

Articolo pubblicato il 26 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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