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Nuova ricetta medica digitale validata su tutto il territorio
di Andrea Carlino

Il medico non compila più la ricetta rossa, ma inserisce una richiesta sul computer con numero identificativo

Tags: Ricetta Medica, Servizio Sanitario Nazionale



CATANIA - Continua a crescere nel Servizio sanitario nazionale l’uso della ricetta digitale. Questo è quanto si può rilevare all’ultima indagine di Promofarma, la società di servizi informatici di Federfarma, pubblicate sul sito della Federazione. La nuova ricetta elettronica, valida su tutto il territorio nazionale dal 2016, è possibile usarla con le stesse modalità adottate nella propria regione anche fuori dai propri confini regionali.

Vantaggi enormi, se si pensa anche alla maggior tracciabilità dei farmaci. Il medico non compila più la ricetta rossa, ma inserisce una richiesta sul computer con numero identificativo, i dati del paziente, il farmaco o l’esame prescritto e eventuali esenzioni.
Normalmente consegna un promemoria da portare in farmacia per ritirare i medicinali. Se dovessi perdere il promemoria, a differenza della ricetta cartacea, potrai comunque acquistare i farmaci perché la prescrizione è registrata nei database, accessibili da tutte le farmacie.

Per le ricette cartacee, nelle zone in cui non è ancora disponibile, valgono ancora le vecchie regole. Ha, cioè, validità regionale: fuori dalla propria regione il cittadino che necessita di un farmaco deve pagarlo interamente (anche se ha la ricetta), altrimenti deve rivolgersi alla guardia medica per una richiesta di compilazione di ricetta valida in quella regione.

A marzo, nelle regioni dove la dematerializzazione è già partita, risulta ormai digitale quasi l’80% delle prescrizioni, per un balzo di oltre sei punti sulla rilevazione di gennaio (dal 72 al 78,5%). Il dato si ridimensiona se l’analisi si allarga all’intero territorio nazionale: in tal caso la dematerializzazione si ferma a marzo al 75,3%, tre punti sotto al dato ristretto.

Solo Calabria e Alto Adige sono ancora al passo, dal momento che le ricette viaggiano soltanto su carta. In particolare nella regione meridionale i medici di famiglia non hanno trovato l’intesa con l’assessorato alla Salute sugli incentivi all’informatizzazione. Le rilevazioni di Promofarma dicono che a marzo la ricetta digitale rappresenta ormai più del 60% delle prescrizioni in tutte le regioni in cui è partita la dematerializzazione: in Liguria, dove a gennaio si era poco sopra il 41%, è stata superata la soglia del 65%; nelle Marche si è passati dal 55 al 67%, in Abruzzo dal 56 al 69%, in Friuli Venezia Giulia dal 57 al 64%, in Sardegna dal 58 al 69%.

Novità anche nel terzetto che guida la dematerializzazione: in testa c’è sempre il Veneto (dall’88,5 di gennaio all’89,5% di marzo), al secondo posto sale la Campania (dall’87,7 all’89,3%) e al terzo scende la Provincia autonoma di Trento (dall’88 all’89,1%). Quarta la Sicilia che si attesta al quarto posto con 87,3%.

La regione isolana è stata infatti in assoluto la prima regione ad aver imboccato la fase a regime della digitalizzazione, già nel settembre del 2013, ora però sembra aver segnato il passo, dal momento che non possono essere prescritti su ricetta digitale alcune categorie di farmaci, come gli stupefacenti e le specialità classificate nel Pht, il prontuario della continuità ospedale-territorio.

Articolo pubblicato il 27 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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