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Quotidiano di Sicilia

Quando la telefonata non allunga la vita
di Redazione

Campagna di sensibilizzazione promossa da Anas e Polizia di Stato sui pericoli che si corrono quando ci si distrae al volante. Affermazione da imparare: “Se non rispondi non muore nessuno. Quando guidi #GUIDAeBASTA”

Tags: #guidaebasta, Anas, Telefono, Auto, Sicurezza



ROMA - “Se non rispondi non muore nessuno. Quando guidi #GUIDAeBASTA”. È questo il claim della nuova campagna di sicurezza stradale promossa da Anas in collaborazione con Polizia di Stato, che ha come testimonial La Pina, rapper e voce storica di Radio Deejay, per sensibilizzare gli automobilisti sui pericoli che si corrono quando ci si distrae al volante.
 
L’obiettivo della campagna, pensata per essere diffusa su web, social network e radio, è quello di parlare in modo diretto agli automobilisti, usando un linguaggio accattivante volto a far crescere la consapevolezza dei pericoli legati a una guida distratta. Uno spot mostra le possibili gravi conseguenze derivanti da comportamenti scorretti, usando tuttavia una forma di comunicazione leggera e ironica che non vuole impartire lezioni né fare la morale.

L’incidentalità rilevata nel 2015 da Polizia di Stato e Carabinieri, ha evidenziato una preoccupante inversione di tendenza, con un aumento degli incidenti mortali del 2,5% (40 in più del 2014, da 1.587 a 1.627) e, soprattutto, delle vittime del 1,3% (22 deceduti in più, da 1.730 a 1.752). Sono aumentate anche le infrazioni, molte delle quali generate dalla distrazione. Tra le cause principali c’è l’utilizzo dello smartphone: 48.524 sono le infrazioni commesse nel 2015 per il mancato utilizzo di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare, il 20,9% in più rispetto al 2014.

“Le cause di questa accresciuta incidentalità vanno imputate prevalentemente a condotte di guida imprudenti e scorrette, in particolar modo alla guida distratta”, afferma il direttore Centrale delle Specialità della Polizia di Stato Roberto Sgalla, intervenendo in videoconferenza.

“Gli smartphone oggi sono sempre più multiuso, ci connettono al mondo con sistemi di messaggerie, piattaforme social, foto e videocamere - avverte - raggiungendo il paradosso dei selfie scattati mentre si è alla guida: tutto fuorché mantenere le mani sul volante e lo sguardo fisso sulla strada. Queste azioni incidono pericolosamente sui tempi di reazione e sull’attenzione dei conducenti, con rischi elevatissimi per la sicurezza di tutti gli utenti della strada”.

Insieme alla campagna “Quando guidi #GUIDAeBASTA”, Anas ha presentato anche il concorso “Giovani Videomakers per la Sicurezza stradale”. Una iniziativa realizzata con l’Associazione Mondiale della Strada (AIPCR), di cui fa parte anche il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che invita i ragazzi dai 14 ai 20 anni, a realizzare un video sul tema della sicurezza stradale. Con la campagna nasce anche l’applicazione per smartphone “Guida e Basta”, disponibile per Ios e Android, che consente di impostare il proprio cellulare sulla modalità di guida, con la possibilità di inoltrare ad un gruppo di contatti “preferiti” un messaggio per comunicare loro che ci si sta per mettere in viaggio e che per tutta la durata di tempo selezionata non sarà possibile rispondere al telefono. L’app, infatti, blocca l’accesso alle impostazioni e consente, durante la sosta, di inviare la propria posizione geografica in modo da tenere aggiornati i contatti preferiti sull’andamento del viaggio.

“Il nemico in assoluto è la necessità di essere tutti dei supereroi, essere in grado di fare più cose contemporaneamente. Questo - afferma La Pina, testimonial della campagna - da una lato ha spronato la tecnologia, ma ha creato oggettivamente un problema quando si è alla giuda. Mi piace l’idea che ci sia una app che non ti permette di fare altro se non una cosa sola: guidare”.

Articolo pubblicato il 31 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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