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Quotidiano di Sicilia
Rsu, Crocetta pubblica i bandi
di Carlo Alberto Tregua

Finalmente gli impianti di energia

Tags: Rifiuti, Rsu, Sicilia



Diceva Ennio Flaiano (1919-1972): “Se non siete nessuno e volete sentirvi qualcuno, fate politica” e questo riguardava gli anni Settanta e Ottanta. Oggi, la situazione è peggiore, perché la media culturale, professionale e civile del ceto politico si è abbassata enormemente con deputati e senatori, consiglieri regionali e comunali improvvisati, che non sanno (o che non vogliono) capire come siano a servizio dei cittadini, i quali non debbono essere utilizzati per raggiungere i loro interessi.
In questi ultimi decenni, sia a livello nazionale che siciliano, l’inazione è stata la forza dei nostri politici: mediazioni su mediazioni, compromessi su compromessi, lungaggini su lungaggini, l’Italia ha bruciato, non solo per colpa della crisi, l’8% del Pil e la Sicilia il 14%.
Secondo l’Istituto nazionale di statistica, potremo ritornare al Pil ante crisi solo dopo il 2020, perché la risalita appare lenta, appesantita dalle regioni meridionali, a eccezione di Puglia e Basilicata.
Si dice che la classe politica dovrebbe fare l’esame di coscienza, ma per fare tale esame ci vuole la coscienza.

Sono cinque anni e forse più che proponiamo ai Governi regionali Lombardo e Crocetta di pubblicare i bandi per la costruzione di impianti energetici atti a produrre energia elettrica, biogas, teleriscaldamento, materie prime per il sottoasfalto delle strade, concimi e altro. Ma i due presidenti sono rimasti chiusi nella loro sordità, indifferenti all’accumulo di decine di migliaia di tonnellate di Rsu nelle discariche stracolme, che hanno disastrato l’ambiente e il sottosuolo, ove penetra il percolato.
Perché i due presidenti non hanno pubblicato i bandi? Per vigliaccheria? Per paura dei cosiddetti ambientalisti siciliani, che non hanno nulla a che fare con i Verdi friulani o tedeschi? O perche non si riusciva a fare business con questi insediamenti industriali? Non sappiamo. Sappiamo che è dovuto intervenire il Governo nazionale con la legge Sblocca Italia (164/2014) per obbligare tutte le Regioni, compresa la Sicilia, a pubblicare i bandi per la costruzione di almeno due impianti industriali da Rsu. Sono passati due anni e ancora siamo alle parole, seppure timidamente il proclama di Crocetta sembrerebbe una promessa. Ma non è un atto concreto.
 
I bandi attireranno offerte da imprese di tutto il mondo, che hanno tecnologie avanzate in grado di utilizzare al massimo gli Rsu, inquinando quasi zero, tanto che uno di questi impianti di ultima generazione può consumare 200 mila tonnellate l’anno di spazzatura e produrre meno inquinamento di dieci autobus a gasolio di vecchia generazione.
Della materia abbiamo parlato a lungo con il compianto Tex Willer Bordon, ex ministro dell’Ambiente e titolare di un’azienda che produce, appunto, impianti industriali da Rsu. Ma non sono mai riuscito a farlo venire alla Regione perché lui sapeva della ostilità dell’attuale presidente. Per contro, la sua azienda, insieme con altre, sta costruendo un impianto di questo genere alla foce del Tamigi, denominato Green sky.
I ritardi nell’ammodernamento della Sicilia sono colpevoli e perfino incredibili. Si capisce l’inazione per seguire speculazioni di vario genere, ma c’è un limite anche all’impudenza. Limite ampiamente superato ma di cui i responsabili regionali delle istituzioni sembra non si rendano ancora conto.

Peraltro, sarebbe opportuno che gli impianti industriali da Rsu (per favore, non chiamateli termovalorizzatori o inceneritori, che sono un’altra cosa), fossero nove e non cinque o due, uno per provincia geografica, ora che la Provincia politica non esiste più, in modo da evitare trasporti di Rsu lunghi e costosi. Tali impianti, potrebbero allocarsi nelle ex Aree di sviluppo industriale, che hanno ampia disponibilità di terreni non più utilizzati.
Ci sono i terreni, dunque, le tecnologie, le imprese disponibili a investire, i fondi finanziari sia attingendo a quelli europei che a quelli statali, la disponibilità del sistema bancario a finanziare gli impianti in project financing. Cosa manca? Il senso di responsabilità di Crocetta e soci, che dovrebbero capire come la questione abbia tutti i requisiti per essere risolta mediante la pubblicazione dei bandi.
Ma i bandi come saranno redatti? Non certo per favorire questo o quello. Bisogna dare a tutti la stessa opportunità, cassando gli amici degli amici.

Articolo pubblicato il 31 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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