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Quotidiano di Sicilia

Manifesto per lo sviluppo delle Isole minori
di Bartolomeo Buscema

L’Associazione che le rappresenta ha elaborato un modello per ridare valore all’economia liberata nell’ambito della green economy. Coinvolte Favignana, Lampedusa con Linosa, Lipari, Leni, Malfa, Pantelleria, S. Maria Salina e Ustica

Tags: Sicilia, Isole Minori



CATANIA - Utilizzare le risorse energetiche in modo sostenibile, valorizzando al contempo il paesaggio e i beni culturali, sono state le parole chiave che hanno risuonato durante la conferenza, promossa dall’Associazione nazionale comuni isole minori (Ancim), d’intesa con Greening the Islands, in occasione della presentazione “Manifesto dello sviluppo sostenibile nelle isole minori italiane”.

Nello stupendo paesaggio dell’isola di La Maddalena, in Sardegna, il 27 e 28 maggio scorsi, si sono, allo scopo, riuniti i rappresentanti di trentasei Comuni, che si estendono su un’area di circa 1.000 kmq con circa 220 mila abitanti, appartenenti a sette Regioni (Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana). Per la Sicilia, i comuni partecipanti sono stati Favignana, Lampedusa e Linosa, Leni, Lipari, Malfa, Pantelleria, S.Maria Salina, Ustica.

Il Manifesto, approvato e firmato in calce da tutti i partecipanti, contiene le linee guida per avviare un nuovo modello di sviluppo dell’economia delle isole minori che valorizzi soprattutto l’intesa tra il pubblico e il privato nell’ambito di attività legate alla green economy.

Nel Manifesto si legge che “un’economia a basse emissioni di carbonio, l’uso efficiente delle risorse e una politica di trasporto sostenibile sono gli interventi complementari delle missioni principali: lavoro, qualità della vita e inclusione sociale, istruzione, formazione e salute”.

E ancora che “i temi dell’energia, dell’acqua, dei rifiuti e della mobilità non sono obiettivi a sé stanti, ma costituiscono un’azione integrata e strategica per uno sviluppo fondato sulla valorizzazione dei beni culturali, ambiente e paesaggio”.
Percorsi tracciati che tutelando l’ambiente possono contribuire a creare nuova occupazione.

In particolare, i firmatari del Manifesto si sono impegnati a:
- a sperimentare soluzioni appropriate, tenendo conto delle caratteristiche fisiche e geomorfologiche che ogni isola esprime;
- a elaborare procedure autorizzative semplificate, anche in deroga alle normative vigenti e in attuazione dell’art. 174  del Trattato di Lisbona;
- a ricercare le sinergie utili per realizzare un’economia isolana sostenibile.

Registriamo, infine, che, durante la due giorni sarda, è stato presentato il progetto “Favignana isola a emissioni zero”, promosso dalla Società elettrica di Favignana S.p.A. Un progetto che prevede principalmente la realizzazione di una nuova centrale  elettrica ad alta efficienza energetica e a minor impatto ambientale in sostituzione di quella attuale e l’installazione, sul tetto di copertura dell’edificio che ospita la centrale, di un impianto fotovoltaico capace di produrre circa 700 MWh/anno di energia elettrica, evitando così l’immissione in atmosfera di oltre 500 tonnellate di anidride carbonica.

Articolo pubblicato il 08 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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