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Moby-Tirrenia, Catania hub strategico
di Antonio Leo

Onorato Armatori ha stretto un’intesa con il Gruppo Aponte (GNV, SNAV, MSC): creato network che copre i principali scali del Sud-Europa. Dal 1° settembre al via i collegamenti con Livorno e Malta. Previsti investimenti sul porto e assunzioni

Tags: Moby-tirrenia, Trasporti



CATANIA –Il sole è ancora alto, quando il pomeriggio di venerdì 10 giugno i primi passeggeri si imbarcano sulla Moby Aki, nave ammiraglia della Compagnia guidata da Vincenzo Onorato e dai suoi figli, Achille e Alessandro.

Si inaugura la tratta Catania-Malta, parte di una più ampia rotta destinata prevalentemente al traffico merci che da settembre collegherà la città etnea anche con Livorno. Giornalisti, autorità locali e soprattutto i clienti degli armatori partenopei, ovvero i trasportatori, salgono su un traghetto per poi ritrovarsi – tra eleganti saloni, cocktail bar a bordo piscina, svaghi e concerti – in un’inaspettata “crociera” di tre giorni. A un tratto, il viaggio si fa meta. È proprio questa la filosofia della “Onorato armatori” - holding a capo di Moby, Tirrenia-CIN e Toremar - la quale ha appena stretto un’intesa con il gruppo Aponte (Grandi Navi Veloci, Snav, MSC) per creare un network che dalla Sicilia alla Sardegna, dalla Spagna al Nord Africa, possa garantire ai propri clienti la sicurezza del trasporto e un’ampia possibilità di scelta.

In questo scenario Catania - che non è del tutto una new entry per il Gruppo Onorato, in quanto già collegata da Tirrenia con Ravenna - diventa strategica per lo sviluppo delle rotte da e per il Sud del Mediterraneo.

“Catania – spiega l’Ad di Tirrenia, Massimo Mura - rappresenta l’hub ideale per la logistica industriale, almeno della parte orientale della Sicilia. È un po’ la porta della piattaforma di distribuzione dell’Isola, l’habitat naturale per sviluppare la rotta cargo”.

La nuova autostrada del mare aprirà i battenti dal 1° di settembre e coprirà le circa 470 miglia che separano la Sicilia dalla Toscana in ventisei ore. Sono previste quattro partenze ogni settimana. Tra Malta e Catania, invece, ci saranno tre partenze alla settimana, ma per Massimo Mura, qualora ci fosse una risposta positiva del mercato, si potrebbe arrivare anche ad una frequenza giornaliera.
“Il nostro obiettivo – aggiunge Vincenzo Onorato, presidente di Moby - è riempire le navi. La città etnea ha una posizione ideale per scalare tutto il Sud del Mediterraneo, ma il suo porto e dunque le rotte maggiori vanno alimentate. Proprio per questo abbiamo deciso di aprire una linea anche per Malta”.

La Tirrenia promette anche un impegno sul territorio. “Stiamo creando - continua Mura - una piattaforma di investimenti non solo sul lato mare ma pure sulla parte terra, in collaborazione con le autorità locali come la Capitaneria e l’Autorità portuale. La darsena di Catania è un porto che funziona bene. È migliorabile, però credo sia stata una scelta intelligente quella di dare l’opportunità agli operatori di investire nelle infrastrutture all’interno del porto, in modo tale che vengano personalizzate da ciascuno secondo le proprie esigenze”. Per le attività sul campo, la Compagnia di navigazione si avvarrà di due partner catanesi: al momento è stata rivelata soltanto l’identità dell’agenzia marittima, ossia la Navigerum, mentre è ancora stretto il riserbo sull’operatore logistico, cioè quello che assisterà le navi nei movimenti di semirimorchio, dalla nave a terra e viceversa.

Sulla Livorno-Catania-Malta saranno impiegate tre navi e dunque si aprono anche possibilità di assunzioni. “In previsione dello sviluppo delle nuove rotte - ha detto Mura - certamente incrementeremo il personale. Sono navi cargo che a regime, contemporaneamente, avranno bisogno di circa un centinaio di persone. Questi marittimi, però, non lavorano per dodici mesi, ma stanno due mesi a bordo e uno a casa. Quindi le assunzioni hanno un effetto moltiplicatore mediamente per due e mezzo. Potenzialmente avremo bisogno di 350 lavoratori”. In questo senso, conclude l’Ad Tirrenia, “abbiamo appena avviato i contatti con l’Istituto nautico di Catania e stiamo studiando forme di collaborazione”.

Articolo pubblicato il 14 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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