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Quotidiano di Sicilia

Le città non hanno più spazi per i giochi dei bambini
di Redazione

Indagine Ipsos per Save the Children: solo il 29% dei palermitani intervistati dichiara di avere giardini o parchi nel proprio quartiere. Sei giovani su 10 trascorrono il tempo libero tra le mura domestiche, l’89% dicono i genitori di Catania

Tags: Save The Children, Sicilia, Giovani, Bambini



PALERMO – A casa, non si esce. Spesso perché nessuno può stare con loro e le città non offrono spazi in grado di accoglierli. È la condizione di molti bimbi e ragazzi italiani, tra 6 e 17 anni, intervistati insieme ai loro genitori da Ipsos per conto di Save the Children e il Gruppo Mondelez. Oltre un quinto dei bambini (23%) non svolge regolarmente attività motorie nel tempo libero e circa un minore su dieci non le pratica neppure in ambito scolastico (11%), per mancanza di spazi attrezzati o perché non previste nel programma scolastico.

Tre ragazzi su cinque trascorrono il proprio tempo libero al chiuso, in casa, propria o di amici. Un ragazzo su cinque passa da una a due ore al giorno giocando con i videogames. Il 63% di loro cammina al massimo mezz’ora al giorno.

Sono questi solo alcuni dei dati emersi dall’indagine “Lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi”, presentata in occasione dei cinque anni di “Pronti, Partenza, Via!”, progetto promosso da Save the Children insieme a Mondelēz International Foundation nelle aree periferiche di 14 città italiane (tra cui Catania e Palermo) a favore della pratica motoria e sportiva e dell’educazione alimentare dei bambini.

Genitori poco presenti, Tv unica compagnia

Fortemente limitato il tempo libero che i figli trascorrono con i propri genitori al di là dei pasti e senza guardare la tv: per il 36% dei ragazzi è meno di un’ora al giorno durante i giorni feriali (il dato in Puglia balza al 48%). Se il 12% dei bambini e ragazzi in Italia pranza abitualmente a casa solo, la cena rimane un forte momento di aggregazione: l’84% dei ragazzi intervistati dichiara di consumare il pasto serale in famiglia. Ma nel 38% dei casi la TV è ospite d’onore a tavola.
Le famiglie trascorrono il tempo libero insieme principalmente facendo passeggiate, stando a casa, al centro commerciale o visitando nonni e parenti. Nel tempo libero passato senza i genitori i ragazzi preferiscono ascoltare musica, leggere o praticare un hobby.

Spazi pubblici assenti, si gioca all’aria chiusa
In base a quanto dichiarano i genitori, più di 6 ragazzi su 10 trascorrono il proprio tempo libero in casa (63%, che arriva all’89% a Catania), propria o di amici, molto spesso perché gli adulti di riferimento non hanno tempo di accompagnarli o supervisionarli fuori casa (35%). Ma anche la mancanza di luoghi pubblici adeguati allo svolgimento di attività all’aperto nella propria zona di residenza incide fortemente sulla scelta di passare il proprio tempo chiusi tra quattro mura: tra chi resta a casa infatti un terzo dei ragazzi lo fa perché non dispone di spazi pubblici vicino a casa dove incontrare gli amici, mentre un altro terzo lo fa perché questi spazi, seppur esistenti, non sono ritenuti sufficientemente puliti o sicuri.
Il dato sembra trovare conferma nel fatto che solo poco più della metà dei ragazzi ha nel proprio quartiere un giardino o un parco giochi (58% secondo i genitori, 55% secondo i ragazzi, con città come Palermo dove il dato scende al 29%), il 28% ha una palestra (16% a Catania) o una piazzetta senza macchine (valori su cui concordano sia genitori che ragazzi), o ancora una pista dove andare in bicicletta, sui pattini o fare skateboard (14%, con il picco in ribasso del 3% a Palermo).
Anche i luoghi esistenti sono spesso in condizioni cattive o appena accettabili (lo dichiara ad esempio il 39% dei ragazzi e il 34% dei genitori in relazione ai parchi giochi o giardini presenti nel proprio quartiere).
Per più di un ragazzo su 6 in Italia, non esiste alcuno spazio pubblico dove poter giocare, fare attività o incontrare amici (16%).

Verde, skate park, campi da calcio: i sogni dei ragazzi
Ma cosa sognano i ragazzi per il proprio quartiere? In primo luogo vorrebbero piste ciclabili o spazi dove poter andare sui pattini o con lo skateboard (34%, che balza al 59% a Palermo) e poi parchi giochi immersi nel verde (31%, che diventa il 51% a Catania), con alberi, panchine e prati. Vorrebbero inoltre dei luoghi di divertimento e aggregazione, come i cinema multisala (27%, con picchi rispettivamente del 37, 36 e 35% a Roma, Ancona e Torino), e aree dove praticare attività sportive: dalle piscine (25%, dato in forte contrazione rispetto al 34% dell’anno precedente, ma che si mantiene pressoché invariato in città come Genova con il 33%), ai campi da calcio (16%, che a Palermo diventa 28%) e da basket (11%).
 
Videogiochi, TV, web: sopra i 14 anni libera per tutti
Il poco tempo trascorso all’aperto si traduce anche nel fatto che i ragazzi passino molto del loro tempo davanti a uno schermo, tra Internet, videogame e TV. Un ragazzo su cinque dichiara di passare da una a due ore al giorno giocando con i videogames (34, 33 e 32% rispettivamente a Sassari, Napoli e Roma), mentre l’8% dedica addirittura più di due ore al giorno a quest’attività (17% a Sassari). Eppure l’attenzione dei genitori rispetto alla frequenza e all’uso che i loro figli fanno di media e nuove tecnologie non è sufficiente: solo il 67% di loro controlla quanto tempo i figli passano davanti alla TV o giocando ai videogame, un dato in diminuzione rispetto al 77% dello scorso anno. Situazione simile anche per l’uso di Internet: il 3% dei genitori dichiara di non sapere per quanto tempo i figli utilizzino la Rete (l’8% ad Ancona) e per quali finalità, nonostante i rischi insiti in un utilizzo incauto del web da parte di bambini e adolescenti. È però da sottolineare che il controllo dei genitori su Tv, videogiochi e soprattutto Internet varia molto al variare dell’età dei figli, diminuendo al crescere dei ragazzi: il 79% dei genitori di bambini fino ai 10 anni controlla la navigazione online del figlio, mentre ciò avviene solo per la metà dei genitori dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni (51%).

A piedi? Al massimo per 30 minuti
È la scuola il luogo dove il maggior numero di ragazzi - nove su dieci - pratica attività motorie, di cui il 70% almeno due volte a settimana. Scendono invece al 77% i ragazzi che si dedicano a qualche sport o attività motoria durante il tempo libero, un dato in contrazione rispetto all’83% del 2015.
La sedentarietà rimane una condizione che riguarda moltissimi ragazzi. Il 63% cammina meno di 30 minuti al giorno (ben il 73 dei ragazzi di Milano, il 71% di quelli di Palermo). Di questi, il 28% lo fa per meno di 15 minuti (dato che arriva al 35 e 34% rispettivamente a Milano e Sassari) e solo il 3% (8% a Napoli) afferma di percorrere a piedi più di un’ora al giorno. Quasi due su cinque (38%) vanno a scuola o alle attività extrascolastiche accompagnati in macchina da un familiare (in città come Catania e Ancona in dato sale rispettivamente al 52 e 51%) e gli altri si muovono utilizzando mezzi pubblici (16%, ma il 26% a Roma), a piedi (30%, che sale al 45% a Palermo) o con la bicicletta (16%).

Articolo pubblicato il 23 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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