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Quotidiano di Sicilia

Accordo Stato-Regione al veleno. Tutti contro l'ottimista Crocetta
di Raffaella Pessina

Marco Falcone (Fi): “Reddito di cittadinanza per far dimenticare ciò che non ha fatto il Governo”. Leader opposizione Musumeci: “Faranno sputare sangue ai siciliani”

Tags: Ars, Marco Falcone, Rosario Crocetta, Nello Musumeci



PALERMO - Tutti contro Crocetta. Le sue dichiarazioni sull’accordo Stato-Regione non sono andate giù a molti. A cominciare dal Movimento cinquestelle che ha detto che “sarà un mutuo vero e proprio da rimborsare con tanto di interessi quello che permetterà di restituire allo Stato la tranche di 900 milioni trasferiti da Roma all’interno dell’accordo da un miliardo e 685 milioni firmato tra lo Stato e la Regione Sicilia. A togliere ogni dubbio è il dossier sulla legge di stabilità 2015 realizzato congiuntamente dai servizi del Senato e della Camera, sul finanziamento dei contributi alle regioni Sicilia e Valle d’Aosta”.

Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars ha detto che “Con fare da campagna elettorale il presidente della Regione annuncia nuovi e irrealizzabili interventi di contrasto alla povertà, come il reddito di cittadinanza, per fare dimenticare ai cittadini ciò che il suo governo non ha fatto e non fa, a partire dai cantieri di lavoro, approvati ben quattro mesi fa dall’Assemblea regionale siciliana per i quali non sono sono stati prodotti nemmeno gli atti propedeutici”. “Per nascondere le proprie inadempienze Crocetta rilancia con altri argomenti, nella speranza di confondere i siciliani - prosegue - La norma sui cantieri di lavoro, finanziata con ben 100 milioni di euro, occuperebbe per tre mesi circa 18 mila siciliani, in ambiti diversi, dal restauro di edifici pubblici e di culto, alla sistemazione di strade e giardini, con un indubbio effetto positivo sulla qualità della vita di tutti noi. A Crocetta diciamo di smetterla con le chiacchiere da bar e di fare partire subito le misure approvate”.

Ironico il leader dell’opposizione all’Ars Musumeci. “Crocetta sarebbe capace di vendere cento cappotti di lana il giorno di ferragosto. Riesce a trasformare in un successo quella che è una sciagura per le finanze della Regione. L’accredito dei 500 milioni alla Sicilia da parte di Renzi non è un regalo, ma un atto dovuto, con l’aggravante che per i prossimi anni faranno sputare sangue ai siciliani, perché, di fatto, ciò comporterà la rinuncia a qualunque prerogativa finanziaria prevista dallo Statuto. Di fronte a questo ennesimo bluff  Crocetta ha il dovere di venire in Aula e dire al Parlamento con quali poteri ha ritenuto di svendere la dignità dell’Istituzione al tavolo del predatore Renzi. Se non siamo al collasso finanziario, poco ci manca”.

Articolo pubblicato il 24 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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