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Quotidiano di Sicilia

Caporalato, nuove idee per contrastarlo
di Michele Giuliano

Di recente approvato il protocollo contro lo sfruttamento lavorativo ma non c’erano le Apl pubbliche e private. In Sicilia si punta a coinvolgere l’ispettorato del lavoro e il mondo dell’associazionismo

Tags: Caporalato, Lavoro Nero, Sicilia



PALERMO - Coinvolgere nel contrasto al fenomeno di sfruttamento della manodopera conosciuto come caporalato le agenzie per il lavoro, attraverso l’adozione di un “codice per la legalità” che preveda il pagamento delle retribuzioni esclusivamente con bonifico bancario mettendo fine alle cosiddette ‘paghe di piazza’. O utilizzando il trasporto gratuito dei lavoratori da e verso i luoghi di lavoro utilizzando solo agenzie di viaggio accreditate. è la proposta che avanza Michele Amoroso, amministratore delegato di ‘Generazione Vincente Spa’, agenzia per il lavoro.

“La recente firma del protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura - dice Amoroso - da parte dei ministri del Lavoro, dell’Interno, delle Politiche agricole oltre che dei rappresentanti delle cinque regioni interessate dal fenomeno, tra queste la Campania, la Basilicata, la Sicilia, la Puglia e la Calabria, e dell’ispettorato del lavoro, delle Acli, Caritas, Croce rossa, Associazione Libera, Alleanza delle cooperative, Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, ha visto una clamorosa assenza: le agenzie per il lavoro Apl pubbliche e private”.

Un’assenza “scandalosa” ribadisce Amoroso in quanto le Apl sono considerate aziende che in maniera lecita e trasparente, sotto l’egida e l’occhio attento del ministero del Lavoro, intermediano con oltre mezzo milione di lavoratori ogni giorno in Italia in tutti i settori da quasi venti anni.

“Ed è singolare - evidenzia l’ad di ‘Generazione Vincente spa’ - che proprio gli attori autorizzati alla intermediazione di lavoro siano esclusi dalla lotta a un fenomeno che evidentemente non è propriamente compreso in tutti i suoi aspetti”.

Le agenzie effettivamente potrebbero adottare un ‘codice per la legalità’ che preveda, ad esempio, il pagamento delle retribuzioni in unica soluzione esclusivamente con bonifico bancario al fine di evitare i ‘finti acconti’ in busta paga utili ad abbassare il salario e ridurlo, così, alle paghe di ‘piazza’ adottate da molte aziende. “Oppure - rilancia Amoroso - prevedere il trasporto gratuito da e verso i luoghi di lavoro per i lavoratori utilizzando solo agenzie di viaggio accreditate che rispondano a severi requisiti di qualità, aprire numerosi sportelli e filiali per il reclutamento e l’informazione dei lavoratori direttamente sui territori al fine di essere loro vicini ed essere alternativa legale di riferimento per chi cerca lavoro affrancandolo dall’asfissiante presenza di caporali. Potrebbero le agenzie prevedere un numero telefonico a cui i lavoratori possono rivolgersi per segnalare abusi, anomalie, gestito da psicologi del lavoro pronti a denunciare e bloccare fenomeni malevoli. Ancora, potrebbero prevedere la presenza su ogni luogo di lavoro la presenza di persone formate al ‘primo soccorso’, di disporre di acqua potabile gratuita, potrebbero anche provvedere a formare sulla sicurezza tutti i lavoratori avviati”.

La proposta quindi è quella di porre mano a un ‘contratto sperimentale di somministrazione di lavoro in agricoltura’, sia a livello nazionale che provinciale, in modo da strutturare uno strumento legale condiviso di intermediazione garante di tutti i soggetti in campo, capace di essere interprete delle esigenze di legalità e di garanzie sociali in equilibrio con la necessità di competitività delle aziende agricole.

Articolo pubblicato il 29 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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