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Andamento del mercato immobiliare, il Nord guida la ripresa ma il Sud c'è
di Adriano Agatino Zuccaro

Osservatorio dell’Agenzia Entrate: ruolo di locomotore del Settentrione (+24% rispetto allo scorso anno). Le regioni meridionali hanno fatto registrare un aumento del 16% nei primi 3 mesi

Tags: Mercato Immobiliare, Agenzia Delle Entrate, Sicilia



ROMA - Nel primo trimestre del 2016 il mercato immobiliare italiano mostra un inaspettato aumento del tasso di variazione tendenziale delle unità immobiliari compravendute nel settore residenziale e in quello commerciale e comunque una crescita generalizzata in tutti i settori.

La ripresa manifestata nel corso del 2015 imprime una netta accelerazione nei primi tre mesi del 2016. Tra gennaio e marzo 2016 il numero complessivo di NTN (numero di transazioni normalizzate, ovvero ponderate rispetto all’effettiva quota di proprietà oggetto di compravendita) supera infatti le 244 mila unità, facendo registrare un + 17,3 % rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

I dati provengono dal report “Andamento del mercato immobiliare nel I trimestre 2016” a cura dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate. L’incremento maggiore interessa il segmento residenziale con una variazione percentuale +20,6%. Ancora una volta - scrive l’Ae - come già nel corso del 2015, il Nord guida la risalita con una performance superiore al 24% che distanzia ulteriormente le altre macroaree.

È un dato significativo considerando che le regioni settentrionali pesano per oltre il 50% sul mercato complessivo. Il Centro, che nel primo trimestre 2016 sfiora le 24.000 NTN, cresce poco al di sotto (+18,5%) del dato nazionale. Infine il mercato al Sud, in termini di NTN, incrementa del 16%.

Si osserva che dal III trimestre 2006 e fino al II trimestre 2010 si assiste a un evidente percorso di decelerazione degli andamenti negativi che proseguono con tassi di variazione positivi nei primi due trimestri del 2010. Nei trimestri successivi, invece, riprende l’andamento negativo, interrotto negli ultimi due trimestri del 2011, che sembravano rappresentare un’inversione di tendenza poi disattesa dai successivi crolli registrati nel 2012. I trimestri del 2013 mostrano tassi di flessione in attenuazione mentre nel 2014, iniziato con il segno ampiamente positivo al Centro e al Nord, i volumi si ridimensionano nel II trimestre, restando in crescita solo nell’area del Centro, e nel III e IV trimestre tornano in rialzo in tutte le aree.

Nel 2015 il Centro apre in forte ribasso per poi chiudere, come già visto, oltre l’11%. A partire dal secondo trimestre è soprattutto il Nord a guidare la ripresa facendo registrare tre trimestri consecutivi con una variazione positiva superiore al 10%. Il ruolo di traino esercitato dalle regioni settentrionali si conferma, come appena visto, anche ad inizio 2016.

I dati per regione, attinenti al IV trimestre 2015, confermano il “ruolo di traino” per le regioni settentrionali di cui parla l’Agenzia delle Entrate: “nell’intera provincia lombarda” nel IV trimestre 2015 ci sono state 26.696 compravendite nel settore residenziale contro le 8.165 siciliane. Il totale nazionale ammonta a 127.553 compravendite nel settore residenziale; ciò vuol dire che la Lombardia ha fatto registrare il 21% delle compravendite del Paese contro il 6,4% siciliano. Numeri importanti anche per il Lazio (13.899 compravendite nel settore residenziale, 11% del Paese), il Veneto (11.387, 9% del Paese) e il Piemonte (11.223, con un ulteriore 9%).

Performance sotto la media per le regioni del Sud: 7.573 compravendite in Puglia, 7.760 in Campania, per arrivare alle appena 2.704 della Calabria, le 2.614 dell’Abruzzo e le 987 della Basilicata.

Articolo pubblicato il 29 giugno 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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