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Copertura posti vacanti, rinvio senza scadenza
di Giuseppe Riccardo Spampinato

L’assessore regionale alla Salute stabilizza i precari ex Lsu e non i medici precari

Tags: Sanità, Precari, Ex Lsu



Con nota prot. 56809 del 30 giugno 2016 l’assessorato regionale della Salute, nel trasmettere i report sugli esuberi di personale delle Aziende del Ssr ai fini dei conseguenti adempimenti, ha ritenuto dover emanare ulteriori disposizioni in materia di assunzioni del personale del Ssr a copertura dei posti vacanti delle dotazioni organiche.

Innanzi tutto, dal report degli esuberi si rileva come gli stessi, al netto del personale delle AOU Policlinico di Messina e Palermo, improvvisamente scaricato nel tempo dalle rispettive Università per sgravare i relativi bilanci nonché di quelli riassorbibili in ambito provinciale ammontano a circa dieci unità, a fronte di circa 5.000 posti in atto vacanti o coperti con rapporto di lavoro a tempo determinato. Non si capisce pertanto come l’avvio delle procedure di immissione in servizio del personale e/o di completamento/avvio dei nuovi concorsi, tanto decantato e chiaramente indicato nella direttiva 28551 del 26 marzo 2016, sia stato tenuto fermo per oltre tre mesi senza alcun apparente ostacolo se non quello di andare ad individuare e riassorbire i pochi e, peraltro, già ben noti esuberi.

Ma il problema è molto ben più grave. Infatti, con stessa nota del 30 giugno 2016, l’assessore Gucciardi, su lettera controfirmata dal dirigente del Servizio d.ssa Diliberti e dal dirigente generale dott. Chiaro, subordina “…alle prossime determinazioni assessoriali che verranno impartite, conseguenti all’adeguamento della rete ospedaliera –territoriale ai criteri ed ai parametri di cui al DM 70/2015, l’avvio delle procedure di selezione e/o le immissioni in servizio del personale dirigenziale e del comparto, del ruolo sanitario medico e non “autorizzando invece al contempo le procedure di stabilizzazione del personale ex L.S.U. da inquadrare nei profili non sanitari di ctg. “A” e “B”, profili indispensabili per risolvere il problema della assistenza sanitaria.

Dalla testuale lettura della nota emerge, di fatto, un rimando sine die all’avvio delle procedure per la copertura dei posti vacanti secondo le stesse direttive assessoriali, in quanto il problema non è più rappresentato dall’acquisizione dei piani assunzionali e dal riassorbimento degli irrilevanti esuberi, come peraltro l’Assessorato scriveva in una nota inviata a tutti i direttori generali delle aziende sanitarie il 9 maggio u.s., bensì dalla necessità di procedere ad un nuovo adeguamento della rete ospedaliera di cui al DA 46/2015 che mai, è questo è risaputo, ha avuto lo sta bene da parte del ministero della Salute. E tuttavia, su questa rete non approvata l’Assessore Guicciardi ha costruito le linee guida per la adozione degli atti aziendali e delle dotazioni organiche, impegnato le aziende ad elaborare ed adottare i relativi provvedimenti e ad approvare gli stessi con Decreti Assessoriali, dopo parere espresso dalla Giunta di Governo con appositi provvedimenti e – addirittura – ad emanare gli indirizzi operativi per la copertura dei posti.

Il rimando sine die all’avvio delle procedure di immissione in servizio del personale dirigenziale e del comparto, del ruolo sanitario medico e non, rappresenta oggi un atto di grave irresponsabilità da parte dell’Assessore Guicciardi, e della dirigenza dell’Assessorato della Salute, in un momento in cui le gravi carenze di organico nel medesimo ruolo (1000 medici, 3000 unità fra infermieri ed OSS, 300 unità nella dirigenza sanitaria e 500 unità nelle altre figure sanitarie del comparto) rappresentato un ostacolo insormontabile per la corretta erogazione dei Lea con gravissime ripercussioni nei livelli di assistenza.

I problemi della sanità siciliana sono gravissimi, concreti ed evidenti e sono stati rappresentati così tante volte nelle opportune sedi che qui non è neppure il caso di farne ulteriore cenno. L’Assessore Regionale della Salute è la massima autorità in materia sanitaria della Regione ed ha l’obbligo di assumersi le proprie responsabilità, anche di fronte ai diktat del ministero.

Se esiste, come esiste, un problema di rimodulazione della rete ospedaliera, lo stesso non va sottaciuto ma va risolto con rapidità e soprattutto con competenza, facendo valere ai tavoli ministeriali le proprie ragioni e non presentandosi - accompagnati da funzionari nella migliore delle ipotesi incompetenti e dipendenti da pseudo consulenti esterni di basso profilo - come questuanti che non sono in condizione di motivare, giustificare e difendere le scelte o peggio ancora con numeri incoerenti e non realistici.

Nel contempo, per non far morire l’assistenza sanitaria pubblica e continuare a dare fiducia ai cittadini, occorre far ripartire a tutti i costi il sistema, magari autorizzando le immissioni in servizio a copertura dei posti vacanti già previsti nelle precedenti dotazioni organiche e subordinando, invece, la copertura dei posti di nuova istituzione agli esiti del confronto con i tavoli ministeriali. Tutto questo sarebbe un atto dovuto di assunzione di responsabilità da parte dell’assessore Guicciardi che non pregiudicherebbe in alcun modo il rapporto con il Ministero, darebbe respiro al sistema e limiterebbe la piaga del tempo determinato oggi non più sostenibile dal punto di vista dei costi per le Aziende e delle motivazioni per gli operatori e soprattutto per quelli che, da anni vincitori di concorsi, aspettano ancora l’immissione in servizio di ruolo.

Riccardo Giuseppe Spampinato
segretario regionale Cimo Sicilia

Articolo pubblicato il 02 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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