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Intesa Stato-Regione. Muro dall'opposizione
di Raffaella Pessina

L’esigua maggioranza all’Ars ha dato il via libera ai primi tre articoli. L’assessore Baccei: “Approvare la manovra tecnica così com’è”

Tags: Intesa Stato-regione, Ars, Alessandro Baccei, Rosario Crocetta



PALERMO - Sono stati rinviati a martedì della prossima settimana i lavori dell’Assemblea regionale siciliana. All’ordine del giorno, il voto finale alla manovra di variazione del Bilancio 2016.
Nel corso dell’ultima seduta il documento è stato contestato dalle opposizioni e spesso l’Aula è stata interrotta.

Il capogruppo di Forza Italia Marco Falcone aveva anche presentato una richiesta di sospensiva, richiesta firmata da tutti i gruppi dell’opposizione tranne il Movimento Cinquestelle. La sospensiva è stata comunque bocciata. Non si è raggiunta alcuna intesa inoltre sulla questione sollevata dalla pregiudiziale di costituzionalità presentata al parlamento nazionale dalla parlamentare di Fi Stefania Prestigiacomo che investe in pieno l’Intesa finanziaria Stato-Regione, contenuta nell’articolo 3 della manovra all’esame dell’Ars.

La maggioranza all’Ars, seppure con pochi voti, ha avuto la meglio e ha battuto gli ostacoli delle opposizioni, prima la sospensiva, poi un tentativo di riscrittura che non ha avuto esito positivo. L’Ars ha dato il via libera ai primi tre articoli, fra i quali, la norma che svincola i 500 milioni che arriveranno da Roma per effetto del decreto Renzi, mentre restano da approvare altre tre norme che saranno trattate il prossimo martedì a partire dalle 16.

Per l’assessore all’Economia Alessandro Baccei
la linea da seguire è solo una: “Approvare questa manovra tecnica così com’è, e dopo concentrarsi sulle emergenze con una nuova manovra di assestamento che il Governo dovrebbe varare entro luglio”. Le opposizioni hanno già annunciato battaglia garantendo che mancherà il voto al provvedimento il prossimo martedì.

E' stato il deputato di Lista Musumeci Santi Formica a preannunciare l’azione del suo movimento, andando ad aggiungersi alle intenzioni di non votare il testo sia di Fi che del Movimento cinquestelle. Angela Foti, capogruppo del M5S intervenendo in Aula all’Ars ha detto che “Non c’è alcun rispetto da parte del Governo verso il parlamento e i siciliani, questa norma ci costringe a riforme determinate non da noi ma dallo Stato, questa non è una vittoria ma una sconfitta per tutti, rispetto ad altre regioni a statuto speciale la nostra ancora una volta subisce un torto. Le magagne dello Stato continuano ad esserci e non finiranno rilanciando a ribasso”.

E' polemica per la revoca della concessione per l’utilizzo della Sala Mattarella per un incontro sul tema dei diritti dei detenuti da parte del presidente dell’Assemblea regionale Giovanni Ardizzone al deputato Francesco Saverio Romano di Forza Italia. In una nota Ardizzone spiega:  “Converrà con me, visto che anche Lei riveste un ruolo pubblico e quindi ha responsabilità nei confronti di tutti i cittadini e delle istituzioni, - continua - che in una sala prestigiosa del Parlamento siciliano, di recente intitolata a una vittima di mafia come il presidente della Regione Piersanti Mattarella, sarebbe stata inopportuna, e certamente equivoca, la partecipazione di un relatore condannato per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra (Totò Cuffaro, ndr)”.

“Nessuna discriminazione, quindi - prosegue Ardizzone - nei confronti di una persona che ha pagato il suo debito con la giustizia, ma una scelta di tutela verso l’Assemblea regionale siciliana e di quanti, a vario titolo, avrebbero potuto sentirsi confusi o peggio feriti da una decisione diversa”. “Come rappresentanti pubblici – conclude il presidente dell’Ars - abbiamo il dovere morale di non trasmettere messaggi ambigui che possano ledere l’onore e il decoro delle Istituzioni e confondere i cittadini. La lotta alla mafia è fatta anche di segnali chiari e inequivocabili”.

Immediata la risposta di Gianfranco Miccichè, commissario di Forza Italia in Sicilia.  “Sono certo che la scelta di Ardizzone non sia una scelta politica, che sarebbe eticamente meschina. Immagino che qualcuno, nei suoi uffici, gli abbia suggerito questa follia, per una qualche oscura motivazione, regolamentare o giuridica, che però mi sfugge. Quello che appare in questo momento è che il presidente dell’Assemblea regionale siciliana è stato capace di far diventare il Palazzo dei Normanni, dalla notte dei tempi luogo d’integrazione ed accoglienza, il Palazzo dell’esclusione”.

Articolo pubblicato il 08 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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