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Catania - Piano regolatore, tempi lunghi per l'aggiornamento
di Desirée Miranda

Le decisioni di Urbanistica del Comune prese sulla base del Prg approvato negli anni Cinquanta. Per l’assessore al ramo, Di Salvo, l’Ente non corre il rischio commissariamento

Tags: Catania, Piano Regolatore, Salvo Di Salvo



CATANIA - “Non corriamo nessun rischio di essere commissariati come è accaduto a Palermo dove il Consiglio comunale non si è mai espresso in merito al Prg. Noi invece, in un continuo rapporto di collaborazione istituzionale, abbiamo da sempre dialogato con l’assessorato regionale all’urbanistica dando una programmazione del Piano regolatore della città. Partiamo da una serie di passaggi quali il regolamento edilizio e la variante del centro storico attualmente in Consiglio in attesa delle direttive tecniche di massima di area vasta, ovvero delle direttive che adotterà il Consiglio della Città Metropolitana”. All’indomani della notizia del commissariamento del Comune di Palermo per mancanza del Prg - Piano regolatore generale - l’assessore all’urbanistica del Comune di Catania Salvo Di Salvo, rassicura la città con queste parole.

 Il suo è un no categorico al rischio di commissariamento, ma anche un no categorico alla possibilità di portare al voto a Catania il piano regolatore generale in tempi brevi spiegando che il Prg di Catania è subordinato a quello della Città metropolitana.
“Sono fiducioso che il nostro sindaco sappia dare una seria accelerazione”, dichiara però. “Viabilità, servizi strategici, scuole, enti pubblici di appartenenza e condivisione, mobilità sostenibile”. Sono queste le parole chiave del nuovo assetto per la città e il suo comprensorio secondo l’assessore all’Urbanistica etneo, anche in considerazione del fatto che “l’evoluzione della politica urbanistica a livello europeo prevede un consumo zero del suolo pertanto con il nuovo Prg si potrà consentire l’edificabilità solo in piccolissime aree”.

E se l’assessore Di Salvo rassicura sulla bontà dell’operazione, rimane il fatto che Catania non ha un nuovo Piano regolatore generale e tutte le decisioni riguardo l’urbanistica della città vengono prese sulla base dell’ultimo piano varato, ovvero il cosiddetto piano Piccinato, dal nome del suo estensore, che risale agli anni 50.

 Se ne lamenta anche il vice presidente del Consiglio del Comune etneo, Sebastiano Arcidiacono, che in una nota che ha affidato alla pagina del suo profilo social. “Non possiamo che riscontrare come siamo davanti a un declino che forse fingiamo di non cogliere”, afferma Arcidiacono. Il consigliere lamenta una diminuzione dei servizi e delle gare per lavori pubblici e cita i parcheggi scambiatori, Corso dei Martini e il Pua quali grandi progetti di cui si è tanto discusso ma che non hanno ancora visto la luce. “Tutto questo serve subito, quantomeno a evitare di finire silenziosamente nel baratro, giustificandosi dicendo che è stata una disgrazia. E invece no era tutto previsto e ampiamente evitabile”, conclude.

Sia il progetto del corso dei Martiri che il Pua però, “sono progetti privati per cui il Comune ha fatto la sua parte, ma non ha il potere di obbligare a procedere”, spiega l’assessore Di Salvo. “Se comunque per il Corso dei Martiri è in corso la conferenza dei servizi perché si possa procedere, per il Pua non so neanche chi siano gli interlocutori e siamo in una fase di stallo. Evidentemente non c’è l’interesse”, conclude.

Articolo pubblicato il 08 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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