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Quotidiano di Sicilia

Catania - Solarium e spiagge inaccessibili
di Desirée Miranda

Il sindaco Enzo Bianco: “Ci scusiamo per i disagi, ma per noi la legalità viene prima di tutto”. Difficoltà per l’aggiudicazione dei lavori tra ditte rinunciatarie o prive di requisiti

Tags: Catania, Solarium, Enzo Bianco



CATANIA - A metà luglio non ci sono ancora né i solarium né le spiagge libere aperte alla fruizione dei catanesi e dei turisti. Accade anche questo a Catania e non si conoscono i tempi di risoluzione del problema pertanto si potrebbe facilmente pensare a una non risoluzione entro la fine della stagione estiva, nonostante la sua lunga durata in terra sicula.

“Ci scusiamo con i catanesi per i disagi, ma per noi la legalità viene prima di tutto e su questa vicenda ci sono state troppe zone d’ombra”. È questa la motivazione addotta dall’amministrazione guidata da Enzo Bianco due giorni fa, ma il problema, anzi, i problemi non nascono oggi. Sì, perché due sono le gare, una per la gestione dei solarium e delle spiagge libere, e una per la realizzazione delle piattaforme e i problemi ci sono in entrambi i casi. È la ditta Fargetta che il 13 maggio si aggiudica provvisoriamente la gara per la gestione dei solarium e delle spiagge libere e da allora e fino ai primissimi giorni di luglio ha lavorato per questo, salvo poi essere diffidata dal proseguire dai vigili urbani.

La ditta aggiudicataria è stata esclusa quando abbiamo verificato che non aveva i requisiti previsti e tra l’altro si trattava della stessa che aveva ottenuto la gestione nei tre anni scorsi senza offrire un servizio soddisfacente”, dichiara l’assessore al Mare Rosario D’Agata. Intanto il servizio è sospeso, la ditta ha fatto ricorso e i cittadini che vogliono andare gratuitamente al mare a godere delle proprie spiagge della playa non può farlo se non a pagamento in uno dei lidi vicini.

Anche nel resto della città, dove erano previsti solarium ben attrezzati con bagni e docce, i cittadini devono accontentarsi degli scogli offerti da madre natura. Spiagge sporche e mancanza di servizi si aggiungono quindi al mare tra i più sporchi d’Italia. Solo qualche litorale riesce a presentarsi bene e solo grazie al contributo e all’attenzione dei cittadini. Accade a San Giovanni Li Cuti ad esempio, dove alcuni pensionati stanno arricchendo la spiaggetta ogni giorno di più.

Per il bando dei solarium, poi, l’amministrazione comunica dubbi sulla legalità del comportamento tenuto dalle ditte che una dopo l’altra hanno rinunciato all’appalto. “L’amministrazione ha sempre mantenuto la tabella di marcia per giungere tra fine maggio e inizio giugno all’apertura di solarium e spiagge comunali. I due bandi risalgono infatti al 23 febbraio del 2016 e quello per la realizzazione dei solarium fu aggiudicato il 28 aprile - spiega l’assessore D’Agata -. I ritardi sono cominciati quando la ditta prima classificata nell’appalto per la realizzazione dei solarium ha comunicato, il 7 maggio, la propria rinuncia. Abbiamo dunque fatto scorrere la graduatoria ma anche la seconda ditta, il 13 maggio, ha rinunciato. Un comportamento che consideriamo anomalo e che abbiamo segnalato sia all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, sia alla Prefettura”, conclude D’agata.

“Di fronte a tutti questi complessi e delicati motivi non abbiamo avuto alcun dubbio: occorreva far luce su quanto avvenuto per fugare qualsiasi ombra di illegalità. Non potevamo infatti consentire procedure non conformi alla legge e al diritto dei cittadini alla massima trasparenza. Non abbiamo il minimo dubbio davanti all’esigenza di legalità che deve essere di tutta la città. Adesso finalmente stiamo completando procedure legittime, verificate, trasparenti, e solarium e spiagge libere si stanno per aprire”, comunica il sindaco Enzo Bianco.

Catania Bene Comune intanto replica: “A migliaia di catanesi è ancora impedito l’accesso sicuro al mare mentre un enorme regalo, chissà se inconsapevole, viene fatto ai lidi privati che hanno potuto svolgere la propria attività senza alcuna concorrenza delle spiagge e delle piattaforme pubbliche gratuite”.

Articolo pubblicato il 14 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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