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Partecipate: "In Sicilia perdite superiori a utili"
di Raffaella Pessina

Lo afferma la Corte dei Conti analizzando i bilanci relativi al 2013. Le perdite si concentrano nelle società del Mezzogiorno

Tags: Corte Dei Conti, Partecipate, Regione Siciliana, Ars



PALERMO - In attesa della prossima seduta dell’Assemblea regionale siciliana, l’attenzione politica si sposta al Parlamento nazionale, dove slitta la discussione dell’accordo Stato-Regione Sicilia a lunedì della prossima settimana. L’argomento fa parte di uno degli articoli (n.11) del DL enti locali, a cui i rappresentanti del Movimento Cinquestelle hanno presentato diversi emendamenti di merito: alcuni volti alla cancellazione dell’accordo con relative coperture, per risolvere i problemi di deficit, altri che lasciano in piedi l’intesa, ma rintracciano maggiori risorse per la Sicilia. Il Movimento Cinquestelle ha lanciato un appello a tutti i deputati siciliani che fanno parte della Camera dei deputati per il documento.
 
In una nota il deputato regionale grillino Francesco Cappello spiega che “E’ l’ultima occasione che abbiamo per cercare di rialzare la testa. Abbiamo il dovere morale di provarci”. E prosegue “L’accordo Stato Regione va soppresso immediatamente ed il parlamento nazionale ha tutti gli strumenti e gli elementi per poterlo fare”. Sulla vicenda si sono espressi anche i deputati del M5S alla Camera dicendo che “Con un colpo di mano e un accordo fatto alla spalle dell’Assemblea regionale siciliana  si cancellano 7 miliardi di imposte arretrate che la Sicilia doveva riscuotere”. E ancora “Ovviamente  la posizione del M5S è coerente con il dettato costituzionale che prevede che l’Isola riceva tutte le entrate prodotte all’interno della regione, sia fiscali che non, così come ribadito da ben quattro sentenze della Corte costituzionale. Fossimo noi al governo quell’accordo criminale non sarebbe mai esistito”. “Ormai – concludono - siamo abituati a queste tecniche di ‘depistaggio’: il Pd presenta una proposta e i deputati democratici presentano emendamenti che vanno in senso contrario. Il tutto per non perdere voti. Dopo questo accordo, tuttavia, siamo certi che i siciliani non si faranno ingannare”. Esulta la deputata Stefania Prestigiacomo: “Siamo riusciti a rinviare, per poter compiere degli approfondimenti, la votazione sull’articolo 11 del decreto enti locali che interviene a gamba tesa sullo Statuto della Regione Sicilia. Una battaglia che portiamo avanti con forza, senza cedere, perché non possiamo accettare tacitamente che lo Statuto siciliano venga modificato, in modo incostituzionale, da un accordo fatto dal Presidente Crocetta con il Governo centrale. Non permetteremo che la Sicilia perda, nei fatti le sue prerogative di regione autonoma e venga di fatto commissariata per incapacità. Crocetta che ha sottoscritto un accordo che ci rende vassalli di Palazzo Chigi abbia un sussulto di dignità e batta un colpo oppure semplicemente si dimetta”.

Intanto, la Sicilia rimane impigliata nella rete della Corte dei Conti che ha passato al setaccio le situazioni finanziarie della partecipate regionali di tutta Italia.

La Corte dei Conti evidenzia perdite superiori agli utili in otto Regioni, dal Friuli-Venezia Giulia alla Sicilia. Sotto la lente di ingrandimento sono i conti relativi all’anno 2013. “Il divario più forte si registra in Sicilia” (117 milioni contro i 36 milioni di utili).  “Prevalgono le perdite sugli utili, in misura consistente” anche nell’Umbria (con perdite pari a 44,3 contro i 23,1 milioni di utile), nel Lazio (54,8 contro 32,7), nell’Abruzzo (43,6 a fronte di 6,2), nel Molise (43,5 milioni contro 315 mila euro), nella Campania (57 e 26,1 milioni), in Calabria (15,4 milioni su 998 mila euro). Meno rilevante il ‘gap’, ma comunque presente, in Friuli (perdite per 108 contro 98,2 milioni di utili).

In generale è lampante come le perdite si concentrino nel Mezzogiorno.

Articolo pubblicato il 16 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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