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Catania - Presentata variante centro storico. Ecco il volto che assumerà la città
di Desirée Miranda

L’assessore Di Salvo: “L’idea è quella del recupero, della rigenerazione senza cementificazione”. Vittorio Emanuele e S. Marta destinati a campus universitario e centro servizi sociali

Tags: Catania, Centro Storico, Enzo Bianco, Salvo Di Salvo



CATANIA - “Si tratta di una vera e propria rivoluzione di rigenerazione urbana per Catania, che darà lavoro al comparto dell’edilizia ma anche a tanti artigiani. È un grande progetto per la città e sono contento che tutti lo abbiano accolto come un fatto positivo”. Con queste parole il sindaco della città di Catania ha presentato lo studio di dettaglio delle tipologie edilizie in Centro Storico in variante alle norme di attuazione del Piano regolatore generale.

Uno studio formulato in base alla legge regionale n13 del 10 luglio 2015 con la quale sono state promulgate le Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici, con la finalità di semplificare le procedure, favorire la valorizzazione e la rivitalizzazione economica e sociale dei centri storici, incentivare la rigenerazione delle aree urbane degradate. Uno studio necessario al fine di definire le diverse tipologie edilizie presenti nel centro storico siciliano in relazione ai caratteri architettonici, dimensionali e strutturali.

L’idea è proprio quella del recupero, “una rigenerazione senza cementificazione - come ha affermato l’assessore all’urbanistica del Comune Salvo Di Salvo - ma che punta alla qualità degli immobili, con il recupero del centro storico grazie alla partecipazione attiva di tutte le componenti sane della città”. L’idea dell’amministrazione guidata da Enzo Bianco è quella di ripristinare l’esistente piuttosto che rifare tutto nuovo e trasformare il centro storico in “propulsore economico, sociale e culturale e polo di attrazione turistica”.

Perché si possa raggiungere lo scopo però, servono anche attenzione alla sicurezza, alla vivibilità, alla viabilità. “Un centro che deve essere riconsegnato alla città divenendo sicuro, fruibile e abitabile in modo che i catanesi tornino ad occupare i circa 20 mila vani che da anni sono disabitati”, hanno spiegato dall’amministrazione. Ovviamente il riferimento è al quartiere di San Berillo, ma non solo.
Per quanto riguarda le due grandi strutture ospedaliere presenti nel centro storico, il Vittorio Emanuele e il Santa Marta, saranno destinate, rispettivamente, a campus universitario e un centro di servizi sociali. È previsto inoltre l’abbattimento dell’opera in cemento che da anni copre l’edificio storico e del muro doganale del porto alla Città.

“Alle parole seguono i fatti - ha dichiarato il sindaco Enzo Bianco -. Mi ero impegnato prima della mia elezione a sindaco a varare il nuovo regolamento edilizio che da sessanta anni Catania non aveva più, a fare una variante del centro storico della città e poi ad iniziare un percorso di città metropolitana con un Prg per tutto il suo territorio e infine il Prg della Città di Catania. Oggi il secondo di questi impegni, la variante, è stato onorato. Completato questo censimento abbiamo classificato gli immobili. Tutto questo comporta una rigenerazione urbana di straordinario livello, in piena sintonia con la Soprintendenza, il Genio civile e gli ordini professionali”, ha concluso. Si “festeggia” la variante, ma Catania rimane ancora con un piano regolatore varato negli anni 70.

Articolo pubblicato il 16 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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