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Carne bovina, tutte le novità del 2016
di Emiliano Zappalà

Nuovo bando del ministero delle Politiche agricole: rispetto al 2015 definiti plafond differenti per ogni tipologia di premio. Parere negativo della commissione Ue su maggiorazioni nell’ambito della stessa misura senza plafond differenti

Tags: Carne Bovina



CATANIA - È stato pubblicato qualche settimana fa dal ministero delle Politiche agricole il decreto che riporta le modifiche al sostegno accoppiato della carne bovina. Le novità stabilite non comportano nessun cambiamento quantitativo e qualitativo alla struttura del premio. Il decreto è servito invece a definire, per il 2016, plafond differenti per ogni tipologia di premio, quanto invece per il 2015 era stato previsto un solo premio base e delle maggiorazioni in caso di rispetto di specifici requisiti, sia per le vacche nutrici che per i bovini macellati 12-24 mesi.
 
In particolare, per il premio alle vacche nutrici era prevista una maggiorazione del 20% che riguarda le vacche delle razze Chianina, Marchigiana, Maremmana, Romagnola e Podolica, facenti parte di allevamenti che aderiscono a piani di gestione della razza finalizzati al risanamento dal virus responsabile della Rinotracheite infettiva del bovino (Ibr). Per i bovini macellati, invece, erano previste due maggiorazioni: 30% per i capi allevati per almeno dodici mesi nelle aziende dei richiedenti o aderenti a sistema di qualità nazionale o regionale o a sistemi di etichettatura facoltativi riconosciuti e una maggiorazione del 50% per i capi macellati e certificati Dop e Igp.

Nei mesi scorsi però la Commissione europea aveva espresso parere di non conformità per quanto riguarda l’attivazione di maggiorazioni nell’ambito della stessa misura senza prevedere uno specifico plafond. Questo giudizio ha costretto il ministero a intervenire, definendo plafond differenziati per le diverse tipologie di premio. In particolare sono stati individuati quattro diversi plafond: uno per le vacche nutrici e di tre per i bovini macellati 12-24 mesi.

Le risorse complessive destinate al settore della carne bovina non hanno invece subito nessuna variazione rispetto a quelle previste per il 2015. L’ammontare di risorse previste dai diversi plafond sono state definite sulla base dei capi richiesti nel 2015 e comprendono anche le maggiorazioni; di conseguenza i premi unitari spettanti ai capi non subiranno variazioni se non quelle legate alla diminuzione del massimale e derivanti da un maggior numero di capi ammessi al premio. Rimangono invariate le condizioni di ammissibilità e i requisiti di accesso alle misure (identificazione e registrazione dei capi in Bdn entro i termini previsti dalla normativa).

I plafond stabiliti
per le varie tipologie di premio prevedono: l’8,64% per le vacche nutrici da carne e a duplice attitudine iscritte ai libri genealogici o registro anagrafico; lo 0,86% per le vacche nutrici di razza Chianina, Marchigiana, Maremmana, Romagnola e Podolica, facenti parte di allevamenti che aderiscono a piani di gestione della razza finalizzati al risanamento dal virus responsabile della Rinotracheite infettiva del bovino (Ibr); lo 0,83% per i bovini macellati in età compresa tra 12 e 24 mesi e allevati dal richiedente per un periodo non inferiore a sei mesi prima della macellazione; il 14,48% per i bovini macellati in età compresa tra 12 e 24 mesi aderenti a sistemi di qualità nazionale o regionale o a sistemi di etichettatura facoltativa riconosciuti e allevati dal richiedente per un periodo non inferiore a sei mesi prima della macellazione, nonché ai bovini macellati in età compresa tra 12 e 24 mesi e allevati dal richiedente per un periodo non inferiore ai dodici mesi prima della macellazione; lo 0,29% per i bovini macellati in età compresa tra 12 e 24 mesi e certificati Dop e Igp, allevati dal richiedente per un periodo non inferiore a sei mesi prima della macellazione.

Articolo pubblicato il 19 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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