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Agcom, il ruolo della concorrenza per lo sviluppo di reti e servizi
di Emiliano Zappalà

La dichiarazione è contenuta nella relazione annuale per il 2016 dell’Autorità Garante per il settore. Si nota una tendenza alla diminuzione delle quote di mercato degli ex monopolisti

Tags: Agcom



ROMA - “In merito alla promozione di una regolamentazione volta a favorire la concorrenza e lo sviluppo delle reti e dei servizi digitali, i principali indicatori di competitività mostrano un progressivo sviluppo della concorrenza, sia nel settore delle comunicazioni elettroniche sia in quello postale, pur nelle specificità strutturali che connotano i due ambiti di intervento”.

La dichiarazione, contenuta nella Relazione annuale 2016 pubblicata dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), è motivata dalla “tendenza generalizzata” alla “diminuzione delle quote di mercato degli incumbent (ex monopoliste)” nell’accesso alla rete fissa e il servizio postale non universale. Nel primo ambito si è registrata - prosegue l’Autorità - una riduzione pari a 3 punti percentuali della quota dell’incumbent; quest’ultima, in particolare nei servizi a banda larga, manifesta uno strutturale trend decrescente segnalato anche lo scorso anno, confermandosi al di sotto del 50% (48% nel 2014 e 47% nel 2015).

Anche la lieve flessione della quota di mercato dell’operatore ex monopolista per i servizi postali non rientranti nel servizio universale, che passa dal 75% del 2014 al 74% del 2015, rappresenta un segnale positivo di apertura alla concorrenza che l’azione regolamentare tenderà a rafforzare nel prossimo futuro, promette l’Autorità.

Parliamo comunque di aziende che, nei rispettivi ambiti, assorbono da un lato poco meno della metà e dall’altro poco meno di tre quarti della quota di mercato.

L’Agcom lo sa bene e lo sottolinea quando scrive all’interno della relazione che “si tratta, in ogni caso, di settori che restano caratterizzati da livelli di concentrazione elevati, a causa delle loro caratteristiche strutturali, ma la riduzione apprezzata può comunque essere interpretata come un risultato positivo dell’azione regolamentare finalizzata ad aprire i mercati al gioco della concorrenza”.

Gli interventi attuati nelle comunicazioni elettroniche per il completamento del quadro regolamentare mediante la conclusione delle analisi dei mercati dell’accesso alla rete fissa, nonché l’attività di vigilanza e quella sanzionatoria per il rafforzamento della parità di trattamento interna ed esterna in capo all’operatore  incumbent, “vanno nella direzione di preservare la concorrenza, garantendo la non discriminazione e favorendo la rimozione di eventuali ostacoli all’espansione delle imprese presenti sul mercato”.

L’Autorità fa un ulteriore passo in avanti per segnalare l’attività svolta a difesa dei consumatori quando precisa che le azioni citate,”unitamente all’adozione di una regolamentazione della fornitura dei servizi di accesso più puntuale e stringente, accompa
gnata dall’attività di moral suasion condotta con la risoluzione delle controversie tra operatori (più del 60% delle quali si risolve con una conciliazione), esercitano un ruolo di rilievo nel rafforzare le tendenze di mercato descritte e nel favorire l’assestarsi di un level playing field [parità di condizioni] a vantaggio della concorrenza e dei consumatori”.

Articolo pubblicato il 19 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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