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Quotidiano di Sicilia

Una sottocommissione all'Ars per la formazione siciliana in tilt
di Michele Giuliano

Troppe anomalie hanno spinto ad accertare una verifica: sotto esame amministrazione e uffici. Previste audizioni su accreditamento enti, ritardi dei pagamenti e rendicontazione

Tags: Formazione, Lavoro, Sicilia



PALERMO - La formazione professionale in Sicilia è un mondo alla deriva. Tutto fermo da praticamente un anno, bandi che escono e poco dopo vengono ritirati, dichiarazioni su dichiarazioni di assessori, dirigenti e sindacati, che dicono tutto e il contrario di tutto. Confusione e incertezza per il futuro, e intanto migliaia di lavoratori, con le loro famiglie, attendono risposte. La politica, proprio in questi giorni, si propone per la ricerca di soluzioni.

L’Assemblea Regionale Siciliana ha pertanto istituito, presso la V Commissione, la sottocommissione che si occuperà delle criticità della Formazione professionale. È stato eletto presidente Giovanni Lo Sciuto, esponente del Nuovo centro destra, mentre gli altri componenti sono: Francesco Riggio (gruppo misto), Vincenzo Figuccia (Forza Italia), Antonella Milazzo (Partito democratico) e Valentina Zafarana (Movimento 5 Stelle). “Dagli accreditamenti agli enti, ai ritardi dei pagamenti al personale e alla rendicontazione agli stessi enti (basta pensare che nell’obbligo formativo vi sono ritardi di quasi dieci anni) – dice il neo presidente Lo Sciuto – una ridda di anomalie cui dovremo mettere, intanto, un freno fino a trovare una soluzione definitiva, per migliorare il sistema e innescare meccanismi virtuosi”.

Le problematiche sono varie e tante: i ritardi nei pagamenti ai fornitori e ai lavoratori, che in alcuni casi sono in attesa di quasi due anni di retribuzioni arretrate, con gravissimi problemi che si riflettono anche a carattere sociale, con numerose famiglie che sono finite sul lastrico, casi di suicidi, continue manifestazioni di fortissimo disagio. L’accreditamento è bloccato; il continuo susseguirsi di bandi per la presentazione dei progetti contraddistinti da confusione e indecisione; bandi che, se da una parte devono tener conto delle indicazioni dell’Unione Europea, per poter accedere ai fondi messi a disposizione, dall’altro cercano in ogni modo di salvare il più possibile i diritti sanciti dalla ormai defunta legge 24 del 1976.

I risultati fino a questo momento sono molto discutibili tanto che, dopo continui rinvii della scadenza dell’avviso 3, si è giunti al suo ritiro e adesso il nuovo bando ha già subito un nuovo rinvio. Se la fase di partenza delle attività progettuali non riesce a decollare, completamente ferma è la fase di conclusione, cioè quella della rendicontazione.

Gli enti, per poter fruire dell’ultima tranche di finanziamento, devono presentare una serie cospicua di documenti che giustificano la spesa sostenuta e che dimostrano lo svolgimento efficace dell’attività didattica. Questi documenti saranno stati preventivamente caricati sul sistema Faros, secondo tempistiche indicate da circolari apposite. Ebbene, se il sistema Faros funziona, anche se in maniera claudicante, per la rendicontazione su cartaceo, alla presenza degli ispettori esterni all’amministrazione, è stata bloccata sempre, così sembra, per problemi economici. Qualunque sia la causa, a carico della Regione o a carico degli enti che trascurano di completare l’iter progettuale, la situazione di fatto è catastrofica, con parecchi progetti fermi e non conclusi anche da dieci anni. Con cifre che rimangono pendenti, debiti da parte dell’amministrazione o da parte degli enti che, potenzialmente, dovrebbero dover restituire finanziamenti già ricevuti e spesi in maniera non consona.

“Insedieremo subito la commissione – conclude Lo Sciuto – e cominceremo con le audizioni indispensabili degli attori interessati nei percorsi amministrativi regionali”.

Articolo pubblicato il 26 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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