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Formazione professionale in tilt. L'albo si affolla sempre di più
di Michele Giuliano

Lo strumento doveva servire a sfoltire l’enorme numero di operatori del settore, ma non è valso a nulla. Il decreto assessoriale del 30 giugno ha dato il via a 500 nuovi inserimenti

Tags: Formazione, Lavoro



PALERMO - Mentre il mondo della formazione professionale sembra andare alla rovina, con spese fuori controllo e centinaia di operatori tagliati fuori dai finanziamenti, l’assessorato regionale di competenza continua comunque a inserire personale all’interno di un Albo della Formazione professionale, ormai diventato il fantasma di quello che doveva essere.

Presentato al suo nascere come strumento per la selezione del personale, allo scopo di tutelare i lavoratori che rispondevano a tutti i requisiti richiesti, e quindi sfoltire l’enorme massa di operatori che orbitano intorno al mondo dei corsi di formazione, ha via via nel tempo perso senso e finalità. Con l’ennesimo decreto l’assessorato inserisce al suo interno nuovamente oltre 500 nominativi, portando ormai il numero degli esclusi ai minimi termini. Questa ulteriore inclusione, determinata con decreto dell’assessorato dell’Istruzione e della formazione professionale del 30 giugno 2016, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 29 luglio 2016, sembrerebbe essere l’ultimo atto con cui l’amministrazione fa rientrare buona parte degli ultimi operatori rimasti fuori al momento della prima pubblicazione dell’Albo degli operatori docenti e non docenti assunti entro il 31 dicembre 2008.
 
Quest’ultima data, che continua a essere considerata formalmente lo spartiacque che definisce la possibilità o meno di essere inclusi nel sistema, in cui è stato inserito un blocco delle assunzioni che doveva rappresentare un momento di svolta per un settore ormai al collasso già parecchi anni fa, in realtà è diventata un limite molto relativo perché possa essere considerato sul serio un requisito imprenscindibile. A entrare nell’elenco, alla fine della fiera, persino quei lavoratori che alla data del 31 dicembre del 2008 non avevano un contratto a tempo indeterminato. Alcuni degli esclusi dall’Albo, infatti, hanno presentato ricorso al Tar e hanno incassato una sentenza favorevole.

Il Tribunale amministrativo regionale di Palermo in pratica ha sconfessato la linea della Regione che aveva “chiuso” l’Albo ma senza di fatto dei supporti giuridici. “L’iscrizione all’Albo della formazione professionale - hanno detto i giudici - non può essere limitata a determinate categorie di soggetti, né subordinata a requisiti che nella legge non trovano riscontro. L’Albo è stato istituito con una legge regionale, ed è la stessa che ne disciplina i presupposti per l’iscrizione”.

In pratica quasi tutti gli operatori che hanno lavorato per anni ai corsi di formazione, dall’interno come dipendenti degli Enti accreditati o come personale esterno assunto a tempo determinato in base alle esigenze progettuali e didattiche per lo svolgimento dei corsi di formazione, lavoratori che avevano presentato domanda di iscrizione all’Albo, sebbene inizialmente esclusi, avevano effettivamente diritto a lavorare, con buona pace per chi pensava che finalmente la formazione potesse avere un maggior controllo della spesa, riuscendo a tagliare nettamente il numero degli operatori, ormai giunto a circa 8000 lavoratori.

L’Albo unico degli operatori della formazione professionale siciliana è una sorta di elenco in cui sono inseriti tutti i lavoratori degli enti accreditati con il relativo profilo professionale, mansioni e livello di inquadramento. La mancata iscrizione all’albo comporta l’automatico decadimento delle assunzioni e il mancato inserimento negli elenchi degli Uffici provinciali del lavoro che indicano i nominativi da chiamare agli Enti che richiedono a questo ufficio le figure professionali mancanti tra le risorse interne già possedute.

Articolo pubblicato il 04 agosto 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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